Noi siamo infinito – Stephen Chbosky
Arena di Marte 15 luglio 2013

C’è la guerra, quella dei collegamenti dal medioriente, dei droni, degli inviati eccitati e preoccupati allo stesso tempo, delle vittime senza nome e dei film che raccontano mezze verità. Poi c’è la guerra senza la guerra, quella invisibile, lenta, silenziosa. Ostinata.
Quasi tutti noi ne stiamo combattendo una, a volte senza nemmeno saperlo, se ci chiedessero quando è cominciata o quando abbiamo intenzione di chiuderla non sapremmo cosa rispondere, ma nel frattempo continuiamo a stare lì, in trincea, giorno dopo giorno, con i nostri pensieri da guerra, ma senza la guerra.
Vicini di casa, i colleghi di lavoro, gli altri automobilisti, i politici, gli arbitri, qualche parente, noi stessi, la nostra vita, gli albanesi alle fermate del tram, il fritto dei cinesi, qualcuno che ci sta antipatico, qualcuno che pensiamo stia semplicemente in mezzo tra noi e i nostri obiettivi, tutto può essere attaccato. Tutto può essere distrutto. Perché nella guerra senza la guerra non ci sono morti, ci sono solo ferite che non si chiudono mai e i corpi di pace non possono intervenire, perché tutto è quasi invisibile, lento e silenzioso.

E noi? Beh, noi possiamo coltivare la nostra guerra, oppure no. Possiamo diventare alberi come nel bellissimo film di Goran Paskaljevic Come Harry divenne un albero e starcene rinchiusi dentro una corteccia scura con le radici immerse in un odio talmente profondo da non sapere nemmeno da dove arriva. Ma possiamo fare anche come Charlie Kelmeckis, il protagonista del film Noi siamo infinito in programmazione il 15 luglio nell’Arena di Marte (quella piccola), e cercare di scoprire dov’è cominciato tutto. Andare nel posto dove siamo stati peggio, per iniziare a stare meglio.

Nascosto in una commedia adolescenziale Noi siamo infinito è un piccolo capolavoro che parla di quanto faccia male andare alla sorgente del nostro odio, di quanto sia doloroso guardare da vicino la nostra guerra, ma anche di quanto sia necessario farlo per poi, piano piano, riuscire a spengerla.

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.