Sarà un post piuttosto superficiale e politicamente scorretto, lo ammetto, ad ogni modo.

Io e il mio amico Marco quando eravamo alle superiori tracciavamo la linea della bellezza, non ricordo se fosse una cosa che avevamo visto in qualche film o se fosse proprio un’idea nostra, probabilmente non lo era, ma lo facevamo spesso. Decidevamo l’estremo più brutto di questa linea, spesso era Magalli, ma a volte anche persone che conoscevamo e che non mi sembra carino citare qui, e poi decidevamo l’estremo più bello, qui eravamo molto più banali e cadevamo spesso su tipi come Brad Pitt o Johnny Depp. Fatta la linea, era un metodo scientifico non una cosa stupida, quindi dovevamo procedere per gradi, ci posizionavamo, e quasi sempre finivamo più vicini a Johnny Depp che non a Paolo Limiti per esempio. Non vicinissimi, intendiamoci, ma quel tanto che bastava a tirarci su il morale. Non eravamo belli, ma non avevamo nemmeno particolari difetti fisici: eravamo più o meno alti per la nostra generazione, avevamo i capelli, camminavamo tutto sommato in modo normale e anche se la natura non ci aveva donato di sguardi magnetici o sorrisi acchiappa donne, tutto sommato era stata gentile con noi. Sicuramente più che con Andreotti per esempio.

E mi ero quasi dimenticato di questo metodo scientifico che adottavamo per tirarci su il morale nei lunghi anni di vita passati sul pianeta senza donne, ma poi ho visto Song to song di Terrence Malick e ho capito che quel metodo era pura scienza. Non che adesso passi le giornate ad applicarlo ma la vita è una questione di prospettive e nell’ultimo film di Terrence Mallick, accanto a Michael Fassbender, anche Ryan Gosling sembra una cesso. Vi basterebbe vedere il trailer per accorgervene ma se andate in una delle sale dove viene trasmesso Song to song probabilmente anche voi sareste convinti di questo.

Non credo che questa sia una recensione, è solo un invito ad andare al cinema, ad entrarci per poter tirare un sospiro di sollievo per non essere i vicini di casa di Fassbender.

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.

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Case spezzate