PennacCerto che il mestiere di medico è complicato. Milioni di patologie con l’aggravante della soggettività formano un’equazione dalla soluzione quasi impossibile. Gerard Galvan giovane medico ad un pronto soccorso parigino ne è ben consapevole e proprio per questo il suo desiderio più nascosto, una sorta di ossessione, è quella di essere riconosciuto tale attraverso un solido biglietto da visita. Una soddisfazione puerile e di sospetta mediocrità.

Queste riflessioni vengono sconvolte dall’arrivo di un signore i cui sintomi esprime con un laconico: “Non mi sento troppo bene”. Da qui una serie di complicazioni aggravano di volta in volta il quadro del paziente che passa in successione da un occlusione intestinale, all’esplosione della vescica , ad una crisi epilettica ed altro ancora. Tutte le volte in mano a specialisti che insieme al povero e deriso Galvan cercano di salvarlo da morte certa.

Poi, mentre Galvan veglia il malato, accade il colpo di scena: Galvan si addormenta e il paziente sparisce. Quando tutto sembrava perduto, sparito? Morto? Ecco il secondo colpo di scena: il malato riapparve stavolta in veste di “esperto”. Lascio però alla lettura scoprire cosa si cela dietro questa parola.

In un contesto decisamente serio si sviluppa una storia grottesca e gustosissima. Sempre in bilico fra la risata fragorosa e la riflessione sarcastica, si gode nell’osservare il continuo ed affannato zoppicare del povero Galvan fra diagnosi incerte e prescrizioni improbabili. Una zoppia che ne ricorda l'”altra” e più famosa, quella del dottor House, lui sì davvero arrogante e sicuro di sé.

Lettura piacevolissima appena velata da un soffio di cinismo e malinconia.

Edizione commentata

Daniel Pennac, La lunga notte del dottor Galvan, Feltrinelli, Milano, 2007

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it