Il clima estivo di quest’autunno invita a scorrazzare in bici, anche dopo l’imbrunire. Così domenica sera mentre pedalavo sul ponte vecchio, sono rimasto rapito dalle note musicali di “Sweet dreams”. Un artista di strada con chitarra in spalla intonava questa mitica canzone degli Eurythmics, rivisitandola in chiave personale. Claudio Spadi, un giovane musicista fiorentino del 69’, dal timbro di voce graffiante e coinvolgente. Gli scalini e i muretti di ambo i lati del “ponte dell’oro”, erano gremiti di persone di ogni età, che muovevano le labbra cercando di cantare il testo della canzone. Il plettro si muoveva con un ritmo impressionante sulle corde della chitarra, che sembrava un tutt’uno con il corpo del musicista. Un piccolo concerto di pezzi internazionali sotto le luci color ambra del Ponte Vecchio. Come in un film, il susseguirsi dei testi in musica, facevano da colonna sonora ai passanti che attraversavano il ponte. Sulle note di un romantico pezzo spagnoleggiante, una coppia cominciava a ballare, dando inizio a una kermesse di danza collettiva. I più i timidi che non si buttano in mezzo, nell’improvvisata balera di strada, accennavano comunque movimenti con un leggero ciondolio del capo. Come in una festa gioiosa i minuti passavano, accompagnati dolcemente dalle note musicali. Quando il musicista annuncia che la prossima canzone è l’ultima della serata, il silenzio diventa padrone della scena. Come un abile menestrello comincia a intonare la sua “buona notte” per tutti i passanti, raccontando con la chitarra il semplice e magnifico scorrere della vita.

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