Szakolczai, giovane scrittore di origini ungherese, ha scritto questo romanzo su una Firenze futuristica nel 2070. Ne pubblichiamo il primo capitolo, suddiviso in piccole parti. Ecco la seconda puntata.

Seconda puntata

Carica,
spalla.
Carica,
spalla.
Carica,
porta sfondata.
Strinsi la pistola, ripresi fiato, mirai l’accogliente corridoio di fronte a me, contai immediatamente le uscite, scrutai le finestre, gli angoli visibili.
«Frantz!», chiamai con voce possente e disperata, ma la risposta, dalla stanza in fondo, fu solamente un debole mugolio.
Feci quattro passi, tendendo salda la mia Kolter-Sonic, trattenni il fiato: i miei nervi vibravano come quelli di un gatto spaventato al buio. Voltai esitante un angolo, pulendomi di scatto il sudore dalla fronte, e fu allora che lo vidi: Frantz Tenekos annaspava disteso a terra nel suo stesso sangue; una gamba allungata inerme sul suolo, l’altra, piegata, tremava nello sforzo disperato di trascinarsi via. Stringeva con la destra il petto: la mano impregnata di sangue, il corpo impregnato di morte.
L’attimo dopo fu tra le mie braccia, mi strinse le spalle, quasi me le strappava: un ultimo sforzo, un’ultima disperata prova di vita. In quell’attimo vidi i suoi occhi, così lontani, persi da tanto tempo. Avevano perso la speranza, si erano appisolati, pacatamente.
Poi nulla.
Le dita si chiusero in un pugno, la bocca in un sigillo.
Tanti amari secondi, tanti folli attimi di sofferenza. Quanti ne avrà ricordati prima di spirare? Ne sarebbero bastati così pochi per salvarlo: l’accendere una sigaretta, l’accendere la macchina.
Dire addio alla ragazza ungherese.
Mi abbandonai sul divano, pulii la mano insanguinata sul camoscio e mi accesi una sigaretta. Il corpo di Frantz Tenekos aveva smesso di vivere per più di trenta secondi, forato e bagnato da quel gavettone rosso di sangue, e già potevo sentire la puzza degli agenti Dnd avvicinarsi.

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Janos Mark Szakolczai

Irrequieto pellegrino facilmente preda della malinconia, Janos vive in un romanzo di fantascienza ambientato tra Londra, Firenze, Budapest e Cork, che in momenti di lucidità proietta sulla carta confermandogli l’appellativo fuorviante di scrittore. Laureato in filosofia, studia criminologia a Cork, Irlanda e sogna di rinascere tigre. Ha pubblicato romanzi e racconti sia in Italia che all’estero.