Szakolczai, giovane scrittore di origini ungherese, ha scritto questo romanzo su una Firenze futuristica nel 2070. Ne pubblichiamo il primo capitolo, suddiviso in piccole parti. Ecco la terza puntata.

Terza puntata

Manuale Tryfoll Ghyle: “Per evitare che l’imbarazzante realtà delle spie geneticamente modificate diventi notizia di dominio pubblico, a ciascun agente è stato inserito un ingegnoso chip biologico: non appena il cuore smette di pompare per oltre trenta secondi, viene inviato immediatamente un impulso al proprio satellite personale, monitor instancabile dei propri movimenti.
I rinforzi saranno tempestivi, certamente, risolveranno tutto il risolvibile e ti porteranno via al più presto, senza far domande e senza lasciar testimoni: solo su questo e sulla pioggia domenicale si può realmente e senza dubbio contare”.
Fissai le lancette dorate del mio orologio, e solo allora, contando uno a uno i secondi all’arrivo della Difesa, improvvisi brividi di dubbio balenarono nei miei pensieri: quel proiettile nel suo petto aveva tuonato una nota fin troppo fuori tempo, troppo acuta, in confronto alla sua brillante esperienza. Quell’appartamento sospetto ricordava un graffio su di una lavagna, considerando la sua professionale diffidenza. Cosa ci faceva Tenekos qui da solo? Come ha fatto, mi domandavo mentre sentivo i suoi colleghi sormontare le scale, uno dei più addestrati agenti della Difesa, a lasciarsi colpire frontalmente da un’arma da fuoco? Un tradimento? Un’imboscata? Un leprechaun?
Strano, maledettamente strano.
Mentre fissavo il rosso incandescente della mia sigaretta, un velo confuso macchiava i miei pensieri: c’era qualcosa negli occhi di Franz, l’attimo prima di spirare, come… un’amara soddisfazione.
Quasi come se sapesse, se fosse cosciente di stare per morire. Ma non si trattava solo di quello, c’era dell’altro…
Uno schianto, la porta si spalancò violentemente una seconda volta, e i pensieri volarono via in un lampo. Puf, come fanno i leprechaun. Quelli della Dnd avevano trovato l’appartamento: gridarono strani ordini in codice, mentre perdevo l’immagine di quegli occhi incerti. Le sicure di pistole minacciose scattarono nervosamente.
Sei agenti, grossi e nervosi, strisciarono con le spalle alle pareti con i loro impermeabili scuri e gli sguardi incazzati.
Mi alzai, sorrisi, ondeggiando in un simpatico e giovane saluto con la mano. Ma evidentemente non accolsero il mio benvenuto: evitai un placcaggio, il secondo mi prese in pieno, finii a terra.
Un brivido freddo mi azzannò per la canna gelida di una pistola spinta con rabbia contro la mia fronte: «Ok campione», sussurrai a mezza voce con i palmi aperti, «sto fermo».
Passarono diversi istanti confusi, durante i quali notai l’odore di lavanda su quel pavimento di marmo, la qualità pregiata della pietra scura, il suo freddo opaco, ma, soprattutto, quel leggero ma esteso velo di polvere sulle mattonelle.
Sono poche, in effetti, le distrazioni che ti si offrono quando ti trovi con la faccia piantata a terra.
«Tenekos è morto», sospirò nervosa una voce dietro di me.
Sentii il mio braccio piegato dietro la schiena venirmi stretto ancora di più.
«Bastardo», sentii sibilato dall’agente che mi teneva fermo.
«Fai una sola mossa, feccia, e ti spacco in due la faccia».
«Già fatto, Joe», e puntai sconsolato, con il braccio libero, il cerotto sul mio naso, gonfio da due giorni.
Manuale Tryfoll Ghyle: “Dnd, che sta per Distretto nazionale della Difesa. L’incisione sul loro distintivo Per riscrivere e preservare, le divise firmate, le armi selezionate dai migliori specialisti di balistica, l’addestramento di quattro anni in isolamento nelle fortezze egiziane, rendono questo reparto speciale una molotov di fanatismo ed esaltazione”.

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Janos Mark Szakolczai

Irrequieto pellegrino facilmente preda della malinconia, Janos vive in un romanzo di fantascienza ambientato tra Londra, Firenze, Budapest e Cork, che in momenti di lucidità proietta sulla carta confermandogli l’appellativo fuorviante di scrittore. Laureato in filosofia, studia criminologia a Cork, Irlanda e sogna di rinascere tigre. Ha pubblicato romanzi e racconti sia in Italia che all’estero.