Szakolczai, giovane scrittore di origini ungherese, ha scritto questo romanzo su una Firenze futuristica nel 2070. Ne pubblichiamo il primo capitolo, suddiviso in piccole parti. Ecco la quinta puntata.

Quinta puntata

Lo sguardo silenzioso d’approvazione di Kossou che annuiva verso la finestra valeva più di un applauso, e io mi inchinai.
«Agente Sarduah, controlli il perimetro esterno», ordinò elettrizzato, seguito da un «Sissignore».
Kossou tirò a fondo dal sigaro, fissò la finestra aperta per qualche altro attimo, poi si voltò verso di me: «Le ha detto nulla prima di morire?».
«Sai meglio di me che Frantz è soffocato nel suo stesso sangue».
Il bisogno di silenzio strappò via la voce a Kossou in quest’attimo di rimorso.
«L’appartamento è intestato a nome Sintex», riprese spezzando il silenzio, mentre controllava il monitor interno dell’appartamento, «le dice nulla il nome?».
«Assolutamente niente». Sintex? Neti Sintex? La faccenda si faceva sempre più interessante. «Ma ciò che è certo è che qui non ha mai vissuto nessuno», conclusi.
«Già», annuì Kossou, fissando le pareti bianco latte, vuote, senza un solo quadro appeso o una olografia, circondati solo da quell’insopportabile odore di pulito.
«Siamo pronti, Sir», sussurrò uno degli agenti.
Ora Frantz non era più Frantz, era una sacca bianca con un codice a barre, trascinato via silenzioso e di fretta.
Kossou si voltò verso di me massaggiandosi la mascella minacciosamente: «Avrà mie notizie, Ghyle», e uscì seguendo la salma.
Mi voltai dove poco prima giaceva il corpo: non ne era rimasto nulla, neanche una macchia di sangue. Qualche ora e Frank Tenekos sarebbe stato sezionato, il suo cervello e i segreti che conteneva custoditi per futuri studi, quando la tecnologia ne permetterà il riciclo delle informazioni. Il resto incenerito, dissolto nel nulla, nel silenzio.
«Hai una sigaretta di lutto?», domandai all’ultimo degli agenti rimasti nell’appartamento.

(Visited 47 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Janos Mark Szakolczai

Irrequieto pellegrino facilmente preda della malinconia, Janos vive in un romanzo di fantascienza ambientato tra Londra, Firenze, Budapest e Cork, che in momenti di lucidità proietta sulla carta confermandogli l’appellativo fuorviante di scrittore. Laureato in filosofia, studia criminologia a Cork, Irlanda e sogna di rinascere tigre. Ha pubblicato romanzi e racconti sia in Italia che all’estero.