324La scorsa settimana eravamo alla presentazione del libro “La costruzione della bellezza. Duemila anni di storia di Firenze”. Non sono mancati accenni ai simboli della fiorentinità nel mondo. La statua del David, da molti considerata la perfezione fatta marmo e il gruppo del Biancone. Con Nettuno, il cocchio e piazza della Signoria. Poi Santa Croce e la statua di Dante a fianco della chiesa. Peccato che nessuno si sia reso conto che tutti questi simboli sono… di sesso maschile, visto che appartengono a periodi storici in cui il potere era quasi esclusivamente testosteronico.
Oggi la situazione è molto cambiata e si sente la mancanza di statue che simboleggino il nuovo potere, quello femminile. Che a livello sportivo, almeno a Firenze, è quasi assoluto. Qualche esempio? La Rari Nantes − la gloriosa società di pallanuoto che in estate per ragioni economiche aveva sacrificato la squadra femminile per far sopravvivere quella maschile − adesso si sta pentendo, visti gli zero punti in classifica. Il basket all’Affrico non si gioca più, dopo il fallimento. Del Ponterosso, che pure negli anni ‘80 era arrivato addirittura ai playoff scudetto, non si hanno notizie da tempo. La pallavolo maschile a Firenze sopravvive solo nel ricordo dei ragazzi della Ruini e dei loro cinque scudetti fra i ‘60 e i ‘70. Mentre anche la Fiorentina, una delle poche certezze, si sta afflosciando.
Nell’altra metà del cielo ci sono le ragazze del Bisonte Azzurra Volley, arrivate in serie A insieme alle colleghe di Scandicci (è quasi Firenze, vista la tramvia). L’ACF di calcio femminile è quarta in classifica in serie A. La pallanuoto femminile − che nel 2007 portò a Firenze scudetto, Coppa dei Campioni e Supercoppa − continua la sua avventura nella massima serie come NGM Firenze.
È abbastanza per parlare di sovvertimento dell’ordine costituito in una città in cui il potere maschile è sempre stato quasi assoluto? La “tartaruga” del David si sta afflosciando, Nettuno sta scendendo dal cocchio e Dante sta pensando di far gestire a Beatrice anche l’Inferno e il Purgatorio, oltre che il Paradiso.

Se la bellezza è ancora in costruzione, dovranno aggiornarne il progetto.

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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.