Ci sono piazze che non hanno nome. Sono apocrife come le scritture dei vangeli riscritti e cantati da Fabrizio De Andrè ne la Buona Novella. Sono anonime perché senza nome. Sono anonime non perché non hanno un’identità, ma perché non hanno la carta d’identità. Semplicemente non sono iscritte all’anagrafe delle vie e delle piazze. Sono orfane di toponomastica. Sono come delle bambine abbandonate da genitori “distratti” e fatte crescere da una comunità intera. Sono figlie della gente. È la gente che le dà un nome, che le battezza. Un nome che viene tramandato oralmente, che passa di bocca in bocca, perchè una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale come una freccia dall’arco scocca vola veloce di bocca in bocca.

Sono tante a Firenze. Una di queste piazze ignote fiorentine, prodotto della sregolatezza e del genio dei fiorentini, è la piazza del Bandino. Si tratta di uno slargo che si forma nel luogo dove si incontrano il viale Donato Giannotti e via di Ripoli. Le due strade hanno (più o meno) la stessa provenienza e direzione, ma con percorsi distinti. In quel punto formano uno spazio abbastanza ampio. La piazza ha al centro un triangolo d’asfalto, abbellito con aiuole, alberi e tante panchine. Sul lato del viale Giannotti c’erano (e ci sono ancora) un’edicola ed una cabina telefonica.

La piazza è sempre stato un luogo di passaggio perché c’è sempre stata la fermata degli autobus, ma anche diversi negozi e varie attività sul lato di via di Ripoli. Poi nel centro della piazza, all’edicola ed alla cabina telefonica, si è aggiunto un bel chiosco di cibo strada e cioè di panini al lampredotto.

La piazza del Bandino ha mantenuta la sua identità di piazza anche se al suo fianco (separata solo dal viale Giannotti) è nata una piazza immensa a cui il Comune ha dato pure un nome. Si tratta di piazza Gino Bartali, nata negli anni novanta, come entrata del nuovo centro commerciale Coop. La Coop occupa lo spazio che era della fabbrica Longinotti e che per tanti anni è rimasto inutilizzato, dando come spettacolo di sè solo un muro altissimo e bruttissimo. Tutta la zona si chiama del Bandino per una bella villa detta del Bandino (perché originariamente di proprietà della famiglia Bandini) del XIV secolo posta in via del Paradiso (lì vicino), in parte di proprietà comunale e dove all’interno c’è una biblioteca. Esiste una via del Bandino in una contrada del viale Giannotti.

Una cosa però sarebbe bello fare in onore di tutte le piazze rimaste ignote al Comune. Un monumento dedicato alla piazza ignota, in memoria di tutte le piazze ignote. In piazza del Bandino ci starebbe bene.

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.