Visto che ultimamente sto frequentando spesso Roma e i suoi dintorni, ne approfitto per approfondire e, in molti casi, scoprire lo streetfood laziale che niente ha da invidiare al nostro.
Già mi ero soffermato, tempo fa, sulla bontà delle pizze al taglio che è possibile trovare nella città eterna ma nella mia ultima gita ho avuto il piacere di assaggiare nella terra di origine una specialità a me del tutto sconosciuta: la pinsa romana.

Il nome viene dal latino “pinsere” ovvero stendere, in fatti si tratta di una focaccia mangiata dagli antichi Romani che veniva preparata stendendo la pasta in forma ovale. Forma e ricetta più o meno invariata ai giorni d’oggi, con farine di frumento e soia, per fare un esempio, poi condita in tantissime varianti che seguono la tradizione culinaria romana.

Da non confondere con la comune pizza, la pinsa può essere trovata quasi ovunque, dal ristorante alla bottega specializzata,  Consiglio la versione alla amatriciana, rigorosamente fatta con il guanciale, e la più verace cacio e pepe!

Ho potuto assaggiarla in un ristorante dedicato nella periferia romana dove viene applicato il metodo “all you can eat” che permette, ad un prezzo bassissimo, di fare una vera e propria scorpacciata, considerato che un’intera pinsa già mette in difficoltà gli appetiti più voraci. Stranamente mi è stata proposta la birra come bevanda al posto dell’italico vino ma la leggerezza della pinsa non crea i problemi che, ad esempio, a volte troviamo con alcune pizze mal realizzate se mangiate con bevande a base di lievito.

Leggo che esistono vari franchising che si promettono di esportare la pinsa in tutta Italia e nel resto del mondo e con piacere scopro che a Firenze esiste un posto, nella piccola Piazza della Passera, dove poter mangiare nuovamente questa focaccia! Sarà all’altezza della originale?

 

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.