Fare le previsioni del tempo è tutto fuorché facile.

In un luogo preciso poi lo è ancor di più… Ma a chi interessa sapere che ho “indovinato” la pioggia 10 km più a est e non dove mi trovo? La scienza ha fatto progressi enormi negli ultimi 60/70 anni e sembra che ogni 10 anni guadagniamo un giorno di previsione. In altre parole se oggi siamo capaci di fare la previsione per domani con un’affidabilità del – diciamo – 90%, allora – tra 10 anni – avremo la stessa affidabilità nel prevedere domani l’altro.

Oggi vorrei invece condividere qualche numero su Firenze per quel che riguarda l’anno appena passato. Nel 2012, nonostante il lungo periodo siccitoso, è piovuto grosso modo quello che piove normalmente: erano attesi 865 mm ne sono caduti 855 (dati della stazione dell’Aeronautica militare di Peretola).

Statistiche simili anche nelle altre province toscane.

Altre curiosità meteorologiche sparse per l’anno appena trascorso sono: 40.3 gradi registrati a Firenze il 20 agosto, mentre il 3-4-5-6 Febbraio la temperatura massima non è salita sopra gli zero gradi, da gennaio a luglio è piovuto sempre la metà o più di quanto atteso, mentre a novembre è piovuto quasi il doppio di quanto atteso.

La domanda è: la conoscenza del passato è utile per la previsione del futuro? Conoscere tutti i numeri e le statistiche del 2012 come mi aiutano per la previsione del 2013?

È indubbio che anche tra i miei colleghi i più bravi sono tra coloro che hanno più esperienza perché ne hanno viste di più (un pò come marinai esperti). Ma è tuttavia vero che sapere la temperatura minima del 2 febbraio 2012 è del tutto inutile per la previsione della temperatura minima del 2 febbraio 2013. Questa è una finestra aperta su un ambito che si presta a speculazioni scientifiche di un certo rilievo; per il lettore moooolto interessato e motivato consiglio la lettura di questo articolo uscito recentemente e che si trova liberamente in rete. (Predicting the future from the past: An old problem from a modern perspective, American Journal of Physics – November 2012 – Volume 80, Issue 11, pp. 1001)

Per quel (poco) che ne ho capito la conclusione è che quando il numero di gradi di libertà del sistema è sufficientemente alto allora predire il futuro sulla base del passato è praticamente impossibile. Messa così la mia è una conclusione un po’ sempliciotta ma sufficiente per affermare che “indovinare” la pioggia in un raggio di 10 km in fin dei conti non è una previsione così cattiva.

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