È primavera, l’aria diventa calda e viene sempre più voglia di stare fuori all’aria aperta. Il mezzo che più riesce a unire movimento e piena mobilità resta sempre la bicicletta. Come può Firenze, non destare ammirazione e grande curiosità in coloro che la vivono.  Pedalando per la città gigliata, non si finisce mai di scoprire aneddoti nuovi, che nei secoli, arrivano fino ai giorni nostri.  In pieno centro, vicino a Piazza Santa Croce, troviamo via  del Parlascio, già via delle Serve Smarrite come l’epigrafe ancora presente, riporta. Un nome particolare quest’ultimo, che nasconde una storia singolare.  Le “serve smarrite “, nella Firenze dei Medici, erano contadine venute in città per trovare servizio (serve) presso le famiglie benestanti. Il termine “smarrite” aveva duplice significato. Erano appena giunte in città, e quindi in cerca della prima sistemazione, oppure avevano perduto il posto e ne cercavano uno nuovo. Tutto lascia pensare che già nel trecento, in quella via, ci fossero donne che s’interessavano a procurare sistemazioni e posti di lavori alle serve smarrite. Solitamente molti nomi di vie, prendono il suo appellativo dalle attività che erano svolte lungo quella strada. “Via delle serve smarrite” si può definire la prima agenzia di lavoro.

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