Mi aggiro tra le sale della galleria Frittelli Arte Contemporanea e penso tra me e me: “80 anni e sentirli tutti!” Certo, così di primo acchito parrebbe un commento poco lusinghiero. Cambia tutto se però gli 80 anni in questione sono quelli di Paolo Masi, e il peso è quello di una vita dedicata all’arte. Mezzo secolo di ricerche, sperimentazioni, azioni artistiche che non si limitano ad interventi sulla superficie del quadro, ma conquistano e trasformano ambienti, pareti, supporti inusuali e materiali non convenzionali. Quale miglior regalo di compleanno se non quello di ripercorrere le tappe più importanti della propria storia creativa? E questo ha fatto Carlo Frittelli, da buon amico e abile mecenate, inaugurando l’11 maggio scorso, presso la propria galleria, l’esposizione curata da Flaminio Gualdoni La responsabilità dell’occhio. Un percorso che mette in luce la varietà dell’indagine artistica di Masi pur contraddistinta da “un tratto unitario fortissimo” (come sottolinea il curatore).

Dalle tele, ai cartoni, alle trame di fili, alle lastre di plexiglas, tutto conduce a una ricerca che prende spunto da elementi geometrici e strutturali per negarne immediatamente la staticità e il rassicurante equilibrio. Tutte le opere sono percorse da una vibrazione, che è variazione sulla serialità, gioco di richiami percettivi ed emotivi. Si parte da una forma, da una trama, da un gesto, ma subito se ne propone un altro, che dialoga col primo, che lo nega e lo afferma al tempo stesso, e poi un terzo, un quarto, e via di seguito finché l’opera non è in sé compiuta. E così quasi mai i lavori di Masi sono “pezzi singoli”: l’artista sviluppa nell’opera un dialogo interiore, che gli suggerisce infinite possibilità creative, infinite variazioni sul tema, in un gioco di rimandi che non può esaurirsi in un pezzo unico. “La mano a un certo punto si rifiuta di fare un gesto che ha fatto troppe volte e devo scoprire un gesto diverso, un modo diverso di affrontare la superficie, di affrontare la pittura”. Così l’artista, in una sfida continua alla propria creatività.

Arrivo tardi per gli auguri di compleanno, ma non per l’annuncio del ponderoso volume monografico fresco di stampa, presentato ieri al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, in cui Paolo Masi si racconta in prima persona, ripercorrendo la propria vicenda artistica che dura da oltre cinquant’anni. Il volume, curato da Flaminio Gualdoni, è ricco di testimonianze e contributi critici ed è corredato da una cospicua antologia critica dagli esordi dell’artista ai giorni nostri.

 

Paolo Masi, La responsabilità dell’occhio, fino al 20 settembre. Arte Contemporanea, Val di Marina 15, 055 410153, lun.-sab. 10-13; 15.30-19.30, gratis, www.frittelliarte.it

(Visited 372 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Beatrice Guarneri

Fiorentina da sempre, amante dell’arte da sempre. Coniuga queste due peculiarità recensendo mostre per TuttaFirenze. Altrimenti potrete incontrarla per le vigne del Chianti in sella al suo fido destriero Sel o sorprenderla mentre coccola la sua tonda miciona Zazie

TESTTTTTTTTTT

Interno