Spiegare ad un non fiorentino cosa sia il Calcio Storico non è impresa da poco; un po’ come tentare di spiegare il Palio di Siena ad un non senese. Il parallelismo non è casuale, perché negli ultimi anni gli sforzi congiunti dell’amministrazione Comunale, della Presidenza dell’organizzazione del Calcio Storico e delle Associazioni dei Colori hanno lasciato intendere che l’ambizione sia quella di far crescere l’attenzione (sia locale che nazionale e internazionale) su questa manifestazione.

Domenica prossima, in occasione della festa dello scoppio del carro, avranno luogo i sorteggi per le due semifinali di giugno e sarà ufficialmente dato il via al Torneo di San Giovanni 2017.

Oltre ad aver aumentato la capienza delle tribune (294 posti in più rispetto allo scorso anno), verrà anche messa in atto una strategia di vendita che riserverà un occhio di riguardo agli spettatori fiorentini, che avranno la possibilità  di acquistare i biglietti, presso i botteghini nei vari quartieri, in anticipo rispetto alla messa in vendita on line. È stato stabilito un limite di sei biglietti per singolo acquisto, per evitare lo sgradevole fenomeno del secondary ticketing (bagarinaggio, per chi non avesse dimestichezza con gli imperversanti anglicismi).

Prezzi variabili dai 15 euro (+ prezzo vendita e prevendita 14 euro) della tribuna popolare ai 500 euro (sic!) dei biglietti VIP.

Tutto è pronto per dare il via alla rievocazione storica fiorentina per eccellenza, i cui ingredienti sono: due parti di storia, una parte di “campanile”, due parti di sport, una parte di folclore mescolate e servite ben calde, come si conviene al mese di giugno, che fa da cornice alle tre partite (due semifinali e la finale).

Fu un gerarca fascista a riportare il Calcio Storico in auge nel 1930, in occasione del quattrocentenario dall’Assedio di Firenze del 17 febbraio 1530 (la rievocazione, infatti, ricorda quando i fiorentini, assediati dalle truppe di Carlo V, manifestarono indifferenza mettendosi a giocare a palla in piazza Santa Croce). Visti gli animi già scaldati dal clima e dal tifo, però, sarebbe un azzardo ricordare a Firenze, città tendenzialmente di spirito progressista, questo dettaglio.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.