Se sono innamorata di Firenze non è certo per caso. È da quando sono nata che cammino per le sue strade e mi soffermo nelle sue piazze guardandole dagli occhi dei miei genitori, quegli occhi di chi ama davvero e per sempre, come quelli di un figlio verso il babbo, che sanno anche essere spietati, arrabbiati, ma che non potranno mai smettere di amare.
E allora ogni occasione è buona per un giro in centro, a maggior ragione quando tuo fratello entra nel decennio dei venti. Un pranzo al “Brindellone”, a due passi da piazza del Carmine, con coccoli e bistecca (sia mai che ci dimentichiamo chi siamo e da dove veniamo), e poi il caffè si prende in Santo Spirito (ormai lo sanno anche i muri che in piazza lo trovi a 80 centesimi). Ma in via Sant’Agostino per un attimo mi disoriento, mi dimentico dove sono. È l’attimo in cui intravedo da lontano i banchi del mercato di piazza Santo Spirito, quasi del tutto smontati, il fruttivendolo della strada fuori dalla porta del suo negozio, mentre si pulisce le mani al grembiule, il Sindaco entrare dal suo parrucchiere di fiducia in bicicletta, e due sedie, appoggiate ad un muro, con due cartelli sopra che recitano “Sedia di Eleonora” e “Sedia di Alvaro”. E sulla porta dell’alimentari un gioco di parole per la vittoria della Fiorentina (è il giorno dopo quell’indimenticabile 4-2).
No, non posso essere a Firenze, perché per quanto piccola possa essere, è pur sempre una città con 360mila abitanti, non un paese di provincia, dove il fruttivendolo sta sulla porta e le persone hanno la loro sedia per stare in strada ad osservare la gente.
Io amo la città, amo le grandi città, ma amo ancora di più una città che sa disorientarmi, che sa regalarmi nel giro di 500 metri sia la maestosità mozzafiato dei Lungarni, che uno scorcio di paese, riuscendo a farmeli amare entrambi.

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Irene Grossi

Vado per i 24, sono una giornalista pubblicista (e provo ad esserlo davvero, oltreché a leggerlo su un tesserino) e mi piace fare un sacco di cose. Mi piace lo spettacolo, in ogni sua declinazione. Cinema teatro concerto televisione. Mi piace mangiare, sia a casa che fuori, sia bene che male. Mi piace viaggiare, sempre e ovunque, basta andare da qualche parte e in qualche modo. Ma più di ogni altra cosa al mondo mi piace scrivere. Scrivo sempre, ho la penna attaccata alla mano destra e penso pensieri già scritti. E poi niente, in questi mesi ho avuto in testa San Francisco, Petrarca, la Fiorentina, gli spaghetti aglio olio e peperoncino, Sheldon Cooper e il verde bosco.