Ha suscitato un discreto scalpore l’annuncio dei vertici della Volvo, che hanno deciso che, per dare un contributo concreto all’aumento della sicurezza, dal prossimo anno tutte le auto da loro prodotte avranno una velocità massima autolimitata a 180 km/h.

Se la notizia può essere accolta in maniera blanda in paesi come l’Italia, nei quali i limiti di velocità, prima ancora che le condizioni di traffico, impongono andature assai inferiori, ben altro impatto può avere sulla potenziale clientela di paesi, come la Germania, in cui molti tratti autostradali non hanno limite di velocità.

La Volvo ha inteso dare un segnale forte, indicando esplicitamente nella velocità eccessiva una delle cause di incidente. Poco importa se questa decisione le farà perdere Clienti con velleità velocistiche: la sicurezza viene prima di tutto.

È bene ricordare, comunque, che i tempi delle Volvo con velleità sportive sono lontani. Attualmente le vetture della casa “svedese” (la proprietà è cinese, ma la connotazione originale nordeuropea resta fortunatamente ancora molto forte) brillano per sicurezza, comodità, praticità, ma non certo per doti dinamiche o piacevolezza di guida (nell’accezione sportiveggiante cara ai gentleman driver). La scelta di limitare la velocità massima è quindi pienamente compatibile con il target a cui Volvo si rivolge, mentre sarebbe impensabile una scelta simile da parte di concorrenti che hanno fatto della sportività un loro punto di forza, come ad esempio BMW.

La Volvo è stata tra le prime a fornire strumenti automatici di ausilio alla guida, ormai adottati anche dalla maggior parte degli altri produttori di auto. Proprio l’evoluzione di questi strumenti sta delineando un futuro automobilistico nel quale la sicurezza verrà incrementata grazie a soluzioni che integrano tecnologie esterne all’auto. Il cloud, da questo punto di vista, diventerà uno strumento fondamentale per fornire nuovi livelli di prevenzione degli incidenti. L’obiettivo di questi nuovi sistemi è di scambiare, tramite una piattaforma comune, informazioni utili per adeguare l’andatura in funzione della situazione in cui si trova l’auto.
Condividere in tempo reale i dati fra autovetture diverse (e in futuro anche di diversi produttori) attraverso il cloud può aumentare considerevolmente la sicurezza attiva. Le auto del (prossimo) futuro si scambieranno informazioni su situazioni potenzialmente pericolose sulla strada che si sta percorrendo.

L’Hazard Light Alert e lo Slippery Road Alert sono due nuove dotazioni, fornite di serie su tutte le Volvo a partire dal 2020, che si appoggiano al cloud per far “dialogare” tra loro le auto.

Nel concreto, il sistema Hazard Light Alert rileva quando l’automobilista accende le luci di emergenza, inviandone l’avviso a tutte le Volvo presenti nelle vicinanze e connesse al servizio. Un accorgimento che può tornare utile soprattutto in prossimità di una curva cieca, suggerendo di diminuire la velocità.

Lo Slippery Road Alert, invece, raccoglie e condivide in modo anonimo le informazioni relative alle condizioni del fondo stradale, permettendo di conoscere in anticipo punti della strada con problemi di aderenza (ghiaccio, brecciolino, etc.).

È solo un primo passo, ma l’idea è buona e se verrà sviluppata ulteriormente potrà portare benefici concreti alla sicurezza di tutti.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.