Se dsavicovessi pensare ad un’immagine che rappresenta una famiglia unita penserei ad una tavola rotonda apparecchiata di tutto punto con intorno le persone che se ne stanno sedute su delle seggiole ognuna diversa dall’altra. Meglio se proprio completamente diverse per materiale, foggia e colore. Perché tutti all’interno della nostra famiglia abbiamo il dovere di stare uniti intorno allo stesso tavolo senza l’ostentazione di particolari gerarchie, ma nello stesso tempo abbiamo anche il diritto di poter vivere liberamente la propria diversità sedendosi su che seggiola ci pare. E magari, qualche volta, provare a scambiarsi di posto o a rimanere nello stesso posto, ma con la seggiola di un altro. Un gioco? Si, ma anche no. Un modo per vivere la propria famiglia con occhi diversi e/o da punti di vista diversi.

Una famiglia, indipendentemente come la si voglia intendere, è una piccola comunità. In questo senso anche la Fiorentina, la squadra di calcio della nostra città, è una famiglia. E la Fiorentina di Montella è unita come è unita quella famiglia che si ritrova intorno ad un tavolo rotondo dove i giocatori se ne stanno seduti su delle seggiole tutte diverse l’una dall’altra. Una famiglia unita perché ognuno a suo modo può sentirsi di essere il capitano di quella famiglia. E infatti Montella lo cambia di volta in volta. Tutti in una famiglia, in una squadra, in una piccola comunità devono essere in grado di esserne il capitano. E per esserlo hanno bisogno che gli sia offerta l’occasione di provarci. Provarci, prendersi delle responsabilità, è il modo migliore per uscire dai momenti di difficoltà. Anche per la Fiorentina. Forza Montella e forza Savic, il capitano della vittoria di domenica scorsa contro il Verona.

 

 

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.