La massima espressione, per quanto riguarda fiere e saloni che parlino di libri ed editoria, la si ritrova nell’ormai storico Salone Internazionale del Libro che, quest’anno, è giunto alla sua trentesima edizione. Ne parliamo in quanto la Toscana è stata invitata come ospite e avrà l’opportunità di confrontarsi con l’élite culturale nazionale ed internazionale in questo campo. Il salone, come ben si sa, nasce e si rinnova all’insegna dell’accoglienza e della narrazione dove diventano attori principali, oltre naturalmente agli scrittori, gli editori, siano essi piccoli o medi, le grandi case da tutti conosciute, l’indotto correlato per finire all’ultimo tassello della filiera e cioè al lettore.

In questa età, che potremmo a ben ragione definire dell’ansia, dove tutto sembra così tecnologicamente solido ma anche così aridamente culturale, una manifestazione come il Salone del libro riporta questa economia immateriale ad un livello più consono. Nel salone si parlerà di cinema, di musica di esperienze imprenditoriali e si parlerà soprattutto di come sta cambiando il mondo, cercando di capire anche in quale mondo viviamo.

Nei quattro padiglioni del centro espositivo di Lingotto Fiere si avranno più di mille espositori che dal 18 al 22 maggio 2017 renderanno Torino il faro di riferimento per tutti quei meravigliosi naviganti il mare della lettura.

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it