Winter’s bone – Debra Granik

Esistono persone, sparse per la terra, con una valigia piena di cose inutili, o peggio ancora, inadatte. Persone spedite ai tropici con una valigia piena di guanti, sciarpe e cappotti di lana, oppure escursionisti disperati sull’Himalaya con le infradito e un set di coloratissime camice hawaiane.

Ree, la protagonista di Winter’s bone, è una di queste persone, una di queste figure malinconiche e rassegnate che giorno dopo giorno fanno i conti con i propri vestiti inadatti per vivere. Un padre che entra ed esce di galera, una madre depressa chiusa dentro il suo mutismo e due fratellini piccoli di cui prendersi cura.
Un eredità fatta di dolore, depressione, rabbia e rancore.
Non puoi farci granché con una valigia piena di cose cosi.

La cinepresa di Debra Granik registra con uno stile quasi documentaristico un breve tratto della vita di Ree, mette su pellicola la didascalia del dolore, senza mai cercare la facile commozione e senza voler indurre lo spettatore a provare pietà. Basta quello che c’è a riempire una sceneggiatura fatta di dialoghi scarni e di momenti crudi e realistici.
Non serve altro.
Ogni piccolo gesto di Ree è inspiegabile, violento e irrazionale ma comprensibile allo stesso momento. E molta della forza del film sta proprio nel mantenere questo distaccato equilibrio.
Ma anche in un Missouri sbiadito e desolato dove le uniche macchie di colore sono rappresentate dai panni stessi al vento e dall’interpretazione di John Hawkes, già malinconico nel bellissimo Me and you and everyone we know e che in questo film interpreta lo zio di Ree, l’unica figura adulta con cui la protagonista riuscirà a stabilire un legame.

E’ un film di qualche anno fa, non è uno dei più belli premiati al Sundance, sicuramente si può anche non vedere, certo, ma se vi hanno spedito nel posto più freddo della terra in canottiera e pantaloncini corti, allora questo è un po’ anche il vostro film. Anche se non siete una ragazzina con una famiglia a pezzi nella profonda e grigia periferia del Missouri.

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.