La morte di Pietro Mennea ha colpito tutti, ma credo in maniera più forte quelli che, come me, erano bambini negli anni ’70 e ’80. Perché non era solo un mito, non era solo veloce e un gioiello di un’altra Italia, non era solo uno sportivo che alzava l’indice in alto. Era un esempio per tutti noi, un simbolo da seguire, un orgoglio per un paese di cui ci sentivamo figli. Era un uomo che guardava avanti, con la schiena dritta. Ero una bambina cicciotella e non certo amante della corsa. Eppure ogni volta che riguardavo i filmati sul divano con mio padre fin da piccolina, sentivo uno slancio. Quello di migliorarci, tutti, sempre. “Anche per me ad un certo punto è stato difficile guardarsi allo specchio e decidere: chi vuoi essere? Forse potevo vivere di rendita, invece mi sono rimesso ai blocchi per altre partenze. Non ci sarà più un record come il mio, non in Italia, e non perché non possano nascere campioni. Ma oggi c’ è una società e una morale diversa, che rifiuta tutto quello che io ho rappresentato. Io allenavo la fatica con l’allenamento”. Rileggere il suo pensiero mi scuote. Siamo una generazione cresciuta con quell’insegnamento, se duri fatica, se ti impegni, se ti alleni, ce la puoi fare. Guarda lui da Barletta, con quella faccia che potrebbe essere la tua, che si allena con la tuta uguale alla tua. Nella vita non esiste una scappatoia rapida, neanche per Mennea, perché quella sua velocità è il frutto di tanto lento, faticoso e paziente allenamento. E se quei bambini che alzavano il dito alla Mennea, dopo tanto correre e affaticarsi e allenarsi non ce l’hanno fatta nel lavoro e nella vita, si sono sentiti traditi e magari si sono messi la spilla con cinque stelle perché nessuno ha mai offerto loro un’altra medaglia di cui andare fiero, vanno ascoltati. Intanto si riapre il processo per i danni del Tav nel Mugello. Una velocità che ha fatto male a un intero ecosistema, ma pur riconoscendo i danni, non si sono individuati ancora i responsabili. Tutta un’altra velocità, tutta un’altra storia, tutto un altro insegnamento.

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