Foto di Francesca De Luca

Foto di Francesca De Luca – Francesca De Luca Yoga2Live

Qui ad Austin lo yoga è una pratica molto in voga. Si, lo so, è ormai diffuso in tutto il mondo ma devo dire che qui  tutti e dico davvero tutti fanno yoga, o l’hanno fatto almeno una volta!

Austin è tutto sommato una città “salutista”, le persone mangiano bene, relativamente…non dimentichiamoci che siamo in America… e fanno molta attività fisica ed appunto, lo yoga è sicuramente nella top 3 delle attività preferite e più praticate. Ovunque si vede gente con i materassini arrotolati sotto il braccio che si riunisce in un parco o va in uno dei tantissimi centri di yoga.

Io da quando sono ad Austin, lo pratico con molta più assiduità e costanza di quando ero a Firenze, forse perché la vita qui è più frenetica e veloce e quindi sento ancor più il bisogno di far qualcosa per rallentare il passo e fermarmi un momento.

Inutile dire che gli Americani e soprattutto i Texani fanno sempre le cose in grande e quindi ad esempio nel centro yoga dove vado, ci sono diverse aule ed ad ogni ora del giorno ci sono più lezioni diverse in contemporanea, in più vengono organizzati corsi, diplomi, con tanto di certificati e borse di studio, tutti camminano scalzi e parlano sottovoce, sorridendo sempre, e soprattutto alla fine di ogni lezione servono a tutti del the chai con il latte di soya!

Devo dire che da quando faccio yoga con regolarità, la mia qualità della vita è migliorata e non solo in senso fisico. Si certo, sono più flessibile e sto più dritta, invece che stare accartocciata davanti al computer o quando suono la chitarra…ma noto anche una maggiore calma e lucidità nei miei pensieri.

Oggi mentre andavo alla lezione di mezzogiorno pensavo proprio che lo yoga è un po’ come la vita: a volte scomodo, a volte rilassante, a volte invigorente, a volte stancante.

Lo yoga fa bene se fatto nel modo giusto, ascoltando i proprio bisogni fisici e mentali e rispettandoli, ma può anche far male se si vuole forzare dei movimenti o tenere posizioni rigide a lungo.

Mi è capitato più volte di dover tenere una posizione e pensare fra me e me: “Questa è una tortura bella e buona!” e poi sentire che il mio corpo si stava adattando, trovando il suo equilibrio ed un suo modo per “viversi” quella posizione nel modo migliore.

A volte le cose sono scomode ma se ci si ferma un secondo, si respira e ci si rilassa, lasciando che il respiro e l’energia fluisca, si scopre che non si sta poi così scomodi e che anche nella scomodità si può imparare ad avere un atteggiamento costruttivo e positivo.

Ed ogni volta che riesco a “sopportare” una posizione scomoda e farla mia e lasciare che il mio corpo si adatti e si renda flessibile, scopro che ho imparato una cosa nuova e la scomodità si trasforma in una piccola esperienza di vita.

Non voglio certo fare la guru qui perché  alle cose si può dare diversi significati e andare più o meno in profondità ed ognuno è libero di scegliere come viversi la vita.

Una cosa però ho imparato dallo Yoga e cioè che la rigidità è nociva, fa male al corpo ed allo spirito, rende i muscoli tesi e lo sguardo duro.

Saluti e buon Ohm a tutti.

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Giulia Millanta

Giulia Millanta e’ una cantautrice fiorentina.
Per anni ha suonato nei migliori clubs e festival di tutta Italia, ha partecipato per 4 anni consecutivi all’ Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, vincendo inoltre il premio carisch come miglior chitarrista e cantautrice nel 2010.
Ha condiviso il palco con artisti come Mary Gauthier, Andy White, Joe D’Urso, Willie Nile e molti altri..
I suoi numerosi viaggi e tours (Inghilterra, Spagna, Olanda, Germania, Stati Uniti) l’hanno portata con il tempo in contatto sempre più’ ravvicinato con la scena musicale statunitense.
Lo scorso anno si è trasferita ad Austin, Texas inserendosi rapidamente nella comunità musicale della capitale mondiale della musica dal vivo.
Ha all’attivo 4 dischi solisti: Giulia and the Dizzyness (2008), Dropping Down (2011), Dust and Desire (2012) registrato ad Austin e co-prodotto con David Pulkingham e “The Funambulist” (2014), una ricerca musicale sull’arte dello star in bilico fra diverse realtà, linguaggi, domande sulla vita, la morte, l’amore e tutte quelle altre “cosette” che occupano il nostro quotidiano.