Un altro gol da tre punti del bomber croato al novantesimo e la chiamano già “Zona Kalinic”. Oppure, conoscendo le alchimie scientifiche applicate al calcio di Paulo Sousa, potrebbe trattarsi di una vera e propria tattica studiata nei minimi dettagli. Si tiene il pallino del gioco per il 70% della partita al ritmo del fado portoghese in modo da intontire gli avversari. Poi, al novantesimo e oltre, Kalinic tira fuori la licenza di uccidere e piazza la zampata vincente quando tutti stanno già pensando alla doccia e ai fischi dei tifosi per un altro zero a zero da manuale del calcio anti – insonnia. Così sono nati questi ultimi “1 a 0” viola in doppia copia, prima contro il Cagliari e ieri contro il quasi retrocesso Crotone. Certo, l’assist di Saponara è stata l’intuizione geniale, il cambio di passo di cui ogni tanto anche il fado ha bisogno per risultare un po’ meno malinconico. Una notizia di questi tempi. Non fanno notizia, invece, il palo di Ilicic (almeno il decimo stagionale) e la polemica di Sousa in conferenza post partita nei confronti dei giornalisti che si sono azzardati a registrare il miglioramento difensivo della Fiorentina. La risposta è stata: «Adesso parlate di una difesa fortissima, ma per me non è una novità». Forse lo sarebbe per gli attaccanti del Borussia Moenchgladbach, aggiungiamo noi. Ma questa ormai è una storia vecchia. Adesso sotto con la sosta della nazionale con il solo Astori convocato dal CT Ventura e Bernardeschi che resta a casa a causa di un infortunio. Alla ripresa sarà Fiorentina – Bologna per credere ancora nell’impresa Europa League.

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