aiutoBasta sentirsi dentro a un film per superare la paura del buio. In ogni film che si rispetti il momento della paura è preceduto da una musica adeguata. Ecco, nei momenti in cui sale la paura basta dirsi: “Tranquillo non c’è nessuna musica quindi non c’è nessun pericolo”. È bello vivere pensando di essere dentro a un film, allontana piccole e grandi paure (compresa quella della morte) e ti fa credere di essere in un sogno. Chissà cosa avrà pensato il piccolo Giacomo de Bastiani quando giocava all’interno di un giardino dove ogni tanto il manto erboso si interrompeva per lasciare il posto alle tombe di marmo, dove la notte era magica grazie alle migliaia di piccole luci (votive) che lo illuminavano. Si, proprio così, al piccolo Giacomo era consueto che accadessero cose così perché suo padre era il custode del cimitero della Misericordia di Campi Bisenzio e come tale aveva il “privilegio” di abitare all’interno del cimitero. E Giacomo, praticamente, era l’aiuto becchino. Un’abile sceneggiatura? No, la vita. La vita di un bimbo che si avviava al mondo del lavoro con la professione di aiuto becchino. Giacomo poi è cresciuto ed ha deciso di raccontare la sua storia e quella della sua famiglia.

Ovviamente il racconto si sofferma anche sul periodo storico in cui si svolge, gli anni ’60-’70, il periodo dell’immediato post boom economico in cui anche la sua famiglia fu coinvolta. Come ad esempio l’arrivo della televisione nelle case degli italiani. Cosa non particolarmente strana per tutti gli altri, ma immaginatevi una casa nel cimitero che si distingueva dalle altre costruzioni (vedi cappelle) solo perché sulla copertura invece di una croce aveva un’antenna televisiva.

Sono memorie reali di quel periodo, ma filtrate e deformate da l’immaginario a volte surreale della narrazione volutamente fantastica. E come diceva Boris Vian: “La storia è interamente vera perchè l’ho immaginata dall’inizio alla fine!”

Il progetto ha avuto una sua gestazione lunga e meditata. Inizialmente doveva essere un soggetto cinematografico poi nel 2011 diventò un blog, http://laiutobecchino.blogspot.it/ Con il blog fu possibile aggiungere al racconto le immagini, citazioni e video. Insomma un surrogato virtuale di un film a puntate. Il blog ha ottenuto buoni consensi tanto che, un gruppo di giovani videomaker di Roma e Perugia vorrebbero trasformarlo in una web-serie e due compagnie teatrali hanno allestito due diverse messinscene. Roberto Caccavo con i suoi straordinari attori al Teatro delle Spiaggie di Firenze e Andrea Kaemmerle con “Guascone Teatro” a Capannoli a Pisa all’interno della rassegna “Utopia del buongusto” il quale sarà replicato anche quest’anno dal 23 al 26 giugno. E alla fine è arrivato il libro corredato delle illustrazioni di Maya Boll, delle magie grafiche di Emanuele Poli e con la prefazione di sua Maestà Alessandro Benvenuti al quale tutti gli aiuti becchini del mondo sono eternamente grati e riconoscenti nonché pieni di ammirazione nei suoi confronti. In realtà Giacomo De Bastiani ha già avuto un’esperienza editoriale in passato con un libro illustrato per l’infanzia “Sauro e Dino e il bambino misterioso” edito da Idest, con le illustrazioni di Alex Pablo e progetto grafico di Mirco Bettazzi, una sorta di guida di Campi Bisenzio per ragazzi. Ma “L’aiuto Becchino” è il suo primo vero libro.

All’aiuto becchino piace citare Woody Allen: “La vita è dura e cosa ottieni alla fine? La morte. Cosa significa che cos’è la morte? Una specie di bonus per aver vissuto? Credo che il ciclo vitale dovrebbe essere rovesciato. Bisognerebbe iniziare morendo così ci si leva il pensiero… e finire con un grande orgasmo!”

Giacomo de Bastiani ha fatto tante cose nella vita, ma chi è veramente lo scoprirete solo leggendo “L’aiuto becchino”.  Siate curiosi.

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.