Alfa Romeo Giulia SS Touring

Alfa Romeo Giulia SS Touring

L’Alfa e l’omega.

Nei 100 e più anni di storia dell’auto, sento l’esigenza di rintracciare l’oggetto e il momento storico che segnano l’inizio della mia fascinazione. Sicuramente l’auto di nostro padre, quella che ha accompagnato il nostro svezzamento, è dentro di noi come ogni sedimento che forma il substrato dell’inconscio. Ma ne riparleremo. In assoluto, la ricerca, per me che sono del ’63, mi porta a collocare lo zero delle ascisse della storia nel 1950, forse per l’innata esigenza di rendere propri i sogni e le passioni della generazione immediatamente precedente, quella di mio padre. Un po’ come ora i sedicenni esibiscono i jeans a vita alta che indossarono i propri genitori. Tant’è. La rivelazione coincide con l’Alfa Romeo Giulia SS Touring che ritengo possa essere investita del ruolo di donatrice genetica delle migliori auto contemporanee, non solo di quelle sportive. Disegno, tecnologia, interpretazione dell’immaginario del momento storico in cui nasce, la rendono un’icona indimenticabile se non imprescindibile, nonostante 60 anni di evoluzione stravolgente.

Per la verità, alla sua sinistra ed alla sua destra, sullo stesso gradino di un podio di tre numeri 1, dovremmo collocare almeno la Lancia Aurelia B24 (1950-1959) e la Mercedes 300 SL (1952-1957). Queste tre auto sono rintracciabili nel DNA di tutte le più desiderabili auto contemporanee, almeno in quelle che alimentano stabilmente il nostro immaginario.

Naturalmente non sono le sole. Nel corso del tempo, numerosi capolavori di meccanica  hanno arricchito il patrimonio genetico dell’automobile, ma una linea deve essere tracciata. E sarà sorprendente, fino all’Illuminazione, constatare con quanto anticipo alcuni modelli, ed i loro progettisti, hanno anticipato i tempi raggiungendo risultati iperbolici in relazione al know how disponibile.

Capolavori. Tanto desiderabili quanto al di sopra del senso del possesso. Sarebbe come aspirare ad appendere in soggiorno “La Gioconda”, o la “Nascita di Venere”.

Lancia Aurelia B24 (1950-1959)

Lancia Aurelia B24 (1950-1959)

Mi sovviene a questo punto che le radici della passione di un fiorentino in parte, inconsapevolmente o meno, traggono linfa da quelle che furono le esperienze pionieristiche dell’automobilismo di inizio ‘900.

Nomi come Adami, F.T.A. (…vi somiglia a  qualcosa?) ovvero Fabbrica Automobili Toscana Florentia,  Ermini ci ricordano che la storia dell’auto è passata da qui. Adami e Florentia nascono nel 1899 e producono rispettivamente fino al 1906 e fino al 1907. Ermini è protagonista dello scenario sportivo dal 1932 al 1956, poi cessa l’attività fino ad oggi, quando con il progetto “seiottosei” torna a produrre un’auto sportiva in piccola serie.

Mercedes 300 SL (1952-1957)

Mercedes 300 SL (1952-1957)

Tuttavia, a prescindere dalla mia personale esperienza, il dato di fatto è che il germe della passione risiede assolutamente nel passato, nel senso dell’aria che abbiamo respirato e cha ha respirato chi ci ha preceduto, nelle forme come  negli odori e nei rumori che non abbiamo vissuto, ma che hanno scaldato il cuore di chi ci ha preceduto e che ha dato vita a tutto ciò che è succeduto. Lo sentiamo noi, nati negli anni ’60, come lo cominciano a sentire e valorizzare le generazioni successive. Se guardiamo quello che avviene nel mondo delle “young timer”, come monta esponenzialmente l’interesse delle generazioni contemporanee per il passato recente dell’auto, ci possiamo rendere conto che la magia si sta compiendo. L’auto nel senso ampio del termine, come oggetto di culto, non nell’accezione edonista di status symbol, ma nel senso di oggetto di cultura, portatore intrinseco di valori estetici, tecnologici, storici e sociali, perfino democratici. Conoscete altro oggetto all’altezza?

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Marco Forcelli

Fiorentino, nato nel 1963. Ma sì, diciamolo, architetto: con un’insana passione per il bello e il buono, vorace di tutto ciò che il talento umano è in grado di produrre, soprattutto se è utile e, in questo caso, se ha 4 ruote. Non sono il primo a dirlo ma credo fermamente che amore, scienza e bellezza ci salveranno, soprattutto se supportate da intelligenza (q.b.).