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Sbuffa come una vecchia locomotiva a vapore ed ha bisogno di tutta la pazienza di un lettore smaliziato, poi, con tutta la calma di questo mondo, dopo un centinaio di pagine, finalmente si parte!

La storia prende corpo dall’incontro casuale fra una bella antiquaria ed un fascinoso ma misteriosissimo capo comitiva. Chi è costui e da dove viene diventa da subito il fulcro del libro.

Fa da cornice l’immensa scenografia di una Venezia se si vuole ancora più affascinante, coi sui ponti, i calli ed i canali avvolti anch’essi nella nebbia e nel mistero.

Sembrerebbe una storia d’amore innescata da un classico colpo di fulmine, e così è per tutti i tre giorni veneziani che la coppia riesce a permettersi.

Poi, pian pianino, si fa luce un dubbio, un’ipotesi assurda, inquietante, impossibile. E come in un puzzle tutti i tasselli, cioè gli indizi, convergeranno in una risoluzione che dire originale ed inaspettata è veramente dire poco.

Il colpo a sorpresa è folgorante e vale tutto il libro.

Scritto con cura dei particolari, con una prosa ricca e senza mai una sbavatura è da consigliare ai lettori amanti della scrittura ricercata.

Edizione commentata

Fruttero e Lucentini, L’amante senza fissa dimora, Mondadori Editore, Milano, 1986

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it

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