Articolo di Alessandro Fantini

Visitare un paese, o una città straniera, spesso ci pone davanti ad un problema: cosa mangiare e soprattutto dove? Troppo spesso ho sentito di turisti che si sono nutriti a base di hamburger industriali per paura di sperimentare piatti tipici o di essere rapinati da chissà quale ristorante.
In Italia tale problema è facilmente risolvibile (quantomeno, la qualità del piatto tipico) e a Firenze si ha un caso che i fiorentini, famosi per la loro goliardia, non mancano di far sorbire a qualche sventurato turista.
Il lampredotto.
Sempre ben attenti a non specificare quale parte dell’animale è, chi non si è mai trovato a cercare di convincere qualche forestiero ad assaggiare questa tipica squisitezza fiorentina?

Quarto stomaco della mucca, grande vanto cittadino, il lampredotto delizia i palati fiorentini da tempi immemori nelle sue numerose versioni: bollito o a porzione, in inzimino, sbucciato o nella versione più amata, a panino. Talmente tanto amata che è possibile sentirlo chiamare, nelle vicinanze dei chioschi del centro, “il panino”.

In tale caso il lampredotto viene tagliato a piccole strisce e servito abbondantemente su un panino salato. La ricetta classica lo vuole condito con salsa verde, sale e pepe. Ma le nuove generazioni amano anche la versione piccante. Geniale il “tappo bagnato” ovvero l’intingere parte del panino nel brodo di cottura.

Immancabile il gotto di vino per accompagnarlo, punto fermo delle vecchie generazioni. Infatti certe delibere comunali che avrebbero voluto impedire ai lampredottari di vendere alcolici, hanno creato un certo sgomento nella popolazione fiorentina. Fortunatamente si è risolto con un nulla di fatto, certe tradizioni vanno lasciate stare.

I chioschi, o lampredottari poi, meriterebbero una lunghissima descrizione per quanto è ampia la tipologia di servizio, personaggi e aneddoti che è possibile trovare. Assieme alla bontà del forse il più tipico piatto fiorentino, ogni sosta ad un lampredottaro può dare qualcosa da aggiungere alle leggende underground fiorentine.

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