appartamento

Ph Michelle Davis

È proprio quando il lamento del ‘non c’è mai niente da fare’, ‘tanto sono sempre i soliti posti’, sta per prendere il sopravvento, che arriva qualcuno a stupirti.

Arriva qualcuno che con il suo locale ti fa sentire a casa, in tutti i sensi. Arriva, è arrivato, L’appartamento. In un normale palazzo di via dei Giraldi c’è un campanello con scritto “L’appartamento”, e dopo averlo suonato si apre il portone e puoi salire le scale per entrare. Ti dà l’impressione di andare ad una cena da amici, e quasi ti senti in imbarazzo a non avere con te una bottiglia di vino o neanche una Moretti da 66 mentre sali le scale del locale. A chiamarlo solo locale però, gli si fa un torto. Diciamo che è come andare a casa di amici, solo che ti fanno pagare (poco) da bere, e oltre alle chiacchiere, ai film e ai giochi in scatola puoi fare un sacco di altre cose. Puoi imparare come si fa un gioiello col corso di oreficeria (e presto anche di incisione e tipografia), puoi sentire un concerto di Ukulele e vedere uno spettacolo teatrale. Alla base c’è un’associazione culturale di ragazzi che organizzano eventi, corsi e laboratori legati alla pratica artistica, e nel frattempo dalle 14 a mezzanotte di tutti i giorni, tranne il lunedì, ti danno un bicchiere di vino e la password della wifi. E anche tolti tutti i validi motivi per cui apprezzare questa piccola chicca, resta il fatto che è davvero un bel posto, terrazza compresa. È un bel posto con delle poltrone che organizza cose, e questo basta per apprezzarlo, ma quando sabato sera bevevo una birra lì dentro pensavo a quanto passerà prima che i vicini rompano le scatole. Sorprendermi a pensarlo mi ha gettato nello sconforto, e poco dopo ho sentito una dei gestori dire che era ora di chiudere. “Ma i vicini si lamentano?” “Certo, perché sennò chiuderemmo così presto?”. L’appartamento ha aperto da neanche un mese, appunto.

Rompiscatole a parte, se apriamo gli occhi e ci guardiamo un po’ intorno possiamo riuscire a dare un calcio nel sedere a quei lamenti serali, e lasciare che qualcosa ci stupisca ancora.

 

 

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Irene Grossi

Vado per i 24, sono una giornalista pubblicista (e provo ad esserlo davvero, oltreché a leggerlo su un tesserino) e mi piace fare un sacco di cose. Mi piace lo spettacolo, in ogni sua declinazione. Cinema teatro concerto televisione. Mi piace mangiare, sia a casa che fuori, sia bene che male. Mi piace viaggiare, sempre e ovunque, basta andare da qualche parte e in qualche modo. Ma più di ogni altra cosa al mondo mi piace scrivere. Scrivo sempre, ho la penna attaccata alla mano destra e penso pensieri già scritti. E poi niente, in questi mesi ho avuto in testa San Francisco, Petrarca, la Fiorentina, gli spaghetti aglio olio e peperoncino, Sheldon Cooper e il verde bosco.

TESTTTTTTTTT

Non uccidere