Con l’avvicinarsi del Natale la prossima meta non poteva che essere in Lapponia, regno di renne, cani da slitta e aurore boreali. Si dice che Babbo Natale abiti in un villaggio di legno a pochi chilometri da Rovaniemi, proprio in un punto dove la strada principale attraversa la magica linea del Circolo Polare Artico.

Il villaggio nacque nel 1950 con la costruzione della prima capanna voluta per celebrare l’arrivo di Eleanor Roosevelt, che in veste di rappresentate dell’UNRRA, l’organizzazione umanitaria precorritrice dell’Unicef, si recò in Lapponia nell’immediato dopo guerra. La capanna è stata oggetto di ristrutturazioni continue e negli anni ha cominciato ad attirare sempre più visitatori, desiderosi di inviare i saluti a casa con le cartoline recanti il timbro speciale del Circolo Polare Artico. Da qui a creare una vera e propria attrazione turistica il passo è breve: oggi da Santa Claus Village Babbo Natale riceve ogni giorno dell’anno migliaia di persone da tutto il mondo. Nella stanza del camino c’è lo speciale ufficio postale di Babbo Natale. E ancora La fabbrica di giocattoli degli elfi, esposizioni sulle tradizioni di Natale e Santa Park, un entusiasmante mondo costruito all’interno di caverne sotterranee.

Babbo Natale Villaggio ufficio postale

 

 

 

 

 

 

Ma chi è Babbo Natale?

Le leggende di Babbo Natale sono tante. Antico e moderno, cristiano e pagano, si mescolano in un mix eterogeneo.

Il mito di Babbo Natale nasce nel IV secolo con la storia di San Nicola, vescovo di Mira, che regalò una dote a tre fanciulle perché potessero andare spose invece di prostituirsi. Nel Medioevo si diffuse in Europa l’abitudine di commemorare questo episodio con lo scambio di doni il 6 di dicembre, giorno della morte del santo. Nel Cinquecento la Riforma protestante abolì il culto dei santi in gran parte dell’Europa del Nord. Spesso fu così attribuito a Gesù Bambino il ruolo di portare i regali ai bimbi e la data di commemorazione venne spostata dal 6 al 25 dicembre. Nacquero contemporaneamente alcune figure a metà tra il folletto e il demone che dovevano fare in modo che i bambini facessero i buoni: come i Krampus, aiutanti dello stesso San Nicola. Nel periodo del colonialismo, gli immigrati nordeuropei diretti nel Nuovo Mondo portarono con sé queste leggende. Gli olandesi, rimasti affezionati a San Nicola, diffusero il suo nome: Sinterklaas, l’odierno Santa Claus.

babbo e bambini lettere

 

 

 

 

 

 

Nei primi decenni dell’Ottocento, poeti e scrittori cominciarono a scrivere storie sul Natale, recuperando anche la leggenda di San Nicola. Babbo Natale come lo conosciamo oggi, l’omone con la barba bianca e il sacco pieno di regali, nacque in America dalla penna di Clement C. Moore, che nel 1822 scrisse una poesia in cui lo descriveva, ispirandosi a un suo vicino di casa olandese. Questa versione di Santa Claus ebbe successo e dagli anni Cinquanta conquistò anche l’Europa diventando, in Italia, Babbo Natale.

La notte della vigilia di Natale tra cene, brindisi e pandori, se volete tornare bambini, date un occhio qui e comodamente seduti dalla poltrona di casa, seguite Babbo Natale nel suo viaggio a bordo della slitta per consegnare i regali … e a voi cosa porterà?

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Francesca Pallecchi

Fiorentina, classe 1981, Francesca si destreggia tra progetti e collaborazioni nell’ambito della comunicazione e degli eventi (della serie Welcome to the jungle!), ma soprattutto nutre una passione sfrenata per i viaggi. La potete vedere con l’aria felice e sorridente quando indossa scarpette da trekking e zaino in spalla per andare alla scoperta del mondo. Ha all’attivo una lunga serie di avventure, dal Sud America all’Africa, dall’Europa all’Asia. E sia che si tratti di mete vicine o lontane, di viaggi reali o immaginari, ha un motto: L’importante è partire!