renzi landiniSiamo all’ennesima accusa. Durante la trasmissione In mezz’ora condotta da Lucia Annunziata, il premier Renzi ha tuonato nuovamente contro il sindacalista Landini, dicendo «Non credo che Landini abbandoni il sindacato, è il sindacato che ha abbandonato Landini». Forse ha pensato bene che, dopo la visita fatta alla Fiat di Mirafiori dove si è detto «gasatissimo del progetto Marchionne», attaccare colui che ha portato avanti una battaglia contro la stessa Fiat potesse essere una bella campagna mediatica. Perché quest’uomo, un giorno si e l’altro pure, si scaglia contro chi la pensa diversamente da lui?

Credo, ma non ne sono più sicuro, che vivendo in una democrazia libera, tutti hanno il diritto di esprimere le proprio idee e le proprie opinioni. Come cita l’articolo 21 della Costituzione italiana «tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione», a meno che il nostro premier non voglia ritornare al periodo fascista, in cui tale principio democratico era inesistente.

Landini la sua battaglia contro la Fiat e Marchionne l’ha vinta, ha fatto rispettare la legge sulla rappresentanza sindacale all’interno dell’azienda, ha dimostrato di saper fare il suo lavoro e di avere una vera coscienza critica, tanto da non risparmiare rimproveri neanche al suo sindacato e più volte ha ribadito la necessità una metamorfosi dei sindacati, che deve essere capace di rispondere alle esigenze del cambiamento. Un’organizzazione che sappia rappresentare l’intera società e non solo i lavoratori.

Nel momento in cui il Parlamento cancella lo Statuto dei lavoratori, affermando il principio per cui per lavorare si deve accettare qualsiasi condizione, è giusto che i rappresentanti si indignino.  Adesso che è stata definita questa riforma del lavoro, si parla molto dei suoi possibili effetti positivi sull’economia. Spero, davvero, che ci saranno questi miglioramenti, ma nel frattempo i dubbi rimangono e con certezza so solo che è stato messo in discussione un diritto fondamentale dei lavoratori, quello di potersi coalizzare e di agire collettivamente per contrattare la prestazione lavorativa.

Mentre Renzi dice che questa riforma rottamerà il precariato, sembra che tiri sempre di più un vento freddo di precarizzazione. A partire dalle partite Iva, per passare agli ammortizzatori sociali fino ad arrivare al demansionamento, si va verso una riduzione dei diritti di chi lavora.

La parola che mi turba di più è proprio “demansionamento”, l’imprenditore avrà ora la piena libertà di demansionare i propri dipendenti e ridurre gli stipendi con accordi individuali. La norma, che è di portata generale, si applicherà a tutti i lavoratori subordinati, con vecchi e nuovi contratti, ossia milioni di persone. Il cuore della norma afferma: «in caso di modifica degli assetti organizzativi aziendali che incidono sulla posizione del lavoratore, lo stesso può essere assegnato a mansioni appartenenti al livello di inquadramento inferiore». Ma cosa si intende per assetto organizzativo? Siamo in una condizione nella quale il potere è tutta nelle mani dell’azienda.

Oltre al demansionamento verso le sue funzioni, il lavoratore può essere convinto o indotto ad accettare livelli inferiori di tutela, sia sul piano delle mansioni che della retribuzione.

Senza dubbio c’è un bisogno di un cambiamento da parte delle forze di sinistra, anche se al momento appaiono impacciati solo nel pensare. Il progetto di inclusione sociale che Landini vorrebbe lanciare, potrebbe rappresentare il punto di partenza di un lungo cammino.

(Visited 88 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Giacomo Bertini

Classe ’90, dopo una fallimentare carriera calcistica ho deciso di emigrare a Bruxelles per continuare i miei studi universitari, sognando una futuro internazionale. Infatti sto frequentando un Master in Relazioni Internazionali, dopo aver conseguito una Laurea triennale in Scienze Politiche. Mi piace leggere, sia giornali che libri, per mantenermi aggiornato sotto qualsiasi aspetto. Pari alla mia passione per il calcio, c’è solo quella per il giornalismo e la politica. Non sono un grande oratore, però mi piace ascoltare e osservare il mondo che mi circonda ed esprimere con la scrittura i miei pensieri. Ed ora li condividerò con voi.
http://bertinigiacomo.blogspot.it/