Le scuole elementari e le medie sono sempre vicino a casa. In genere ci vai a piedi, in bici, con il pulmino del Comune, con il babbo o la mamma, con il fratello o la sorella maggiore. Le superiori invece, generalmente, sono un po’ più lontane da casa. E qui entra in gioco una figura centrale nell’educazione di un adolescente che ha fretta di diventare adulto: l’autista dell’ATAF. Tutte le mattine sei costretto a salire sull’autobus con lui che ti porta alla tua nuova scuola, sia che tu stia in città, che tu venga dalla periferia o da un comune dell’area metropolitana fiorentina. Da Campi per entrare nel mondo degli adulti devi superare le colonne d’Ercole del ponte di Maccione. Agli occhi di un ragazzo campigiano credulone e romantico il verde brillante della prateria dell’Osmannoro dimostra in maniera lampante l’esistenza di Dio, del Dio che progetta la frontiera e guida gli autobus. E questo fortifica. Per superare la prova Osmannoro sei costretto a crescere più in fretta e a fidarti di chi guida il tuo autobus. E lui è il tuo piccolo Dio personale; un po’ scorbutico, forse, o, nel migliore dei casi, solo un po’ scoglionato. Comunque sia il suo umore lui ti accompagnerà verso la libertà. E giorno dopo giorno le tue paure si allontaneranno e contemporaneamente anche il paesaggio ti sembrerà migliore. I platani del viale dell’Osmannoro si trasformeranno in palme e ti sembrerà di correre sul Sunset Boulevard, case Passerini diventerà la riserva degli indiani di un set di un film western, i marciapiedi di via Baracca saranno grandi come quelli della fifth avenue di New York, attraversare la stazione sarà come stare dentro il caleidoscopio di tutte le facce del mondo.

Ad un ragazzo di quattordici anni sarà sicuramente capitato altre volte di muoversi in libertà da solo o con gli amici, ma in questo caso siamo di fronte a un viaggio da fare tutti i giorni per ben 5 anni. La ripetizione quotidiana di un viaggio di andata e di ritorno. Un giro sulla giostra della libertà. Poi si ritorna sempre a casa dai tuoi. E questo è rassicurante. Un allenamento per quando il tuo viaggio sarà solo di andata. Per quando ti dirigerai verso  un’altra casa, quella dove potrai costruire te una nuova famiglia. E sarebbe bello se alla chiesa o al comune o semplicemente alla festa con gli amici che sancirà questo tuo nuovo inizio non ci andassi con una bella macchina scoperta, ma con un bel autobus dell’ATAF con il tuo autista preferito. Magari in quel caso sorriderà pure. Forse  solo perché sarà in pensione. E magari, insieme a lui, voltarti per vedere quei tuoi quattordici anni che allora ti sembravan pochi e non trovarli più……

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.

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Amache nei parchi

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Cinema d’estate