Quando si sente parlare di “fuga dei cervelli” automaticamente si pensa a scienziati, fisici, medici, ingegneri, che, non adeguatamente remunerati, sono costretti a emigrare all’estero per trovare i finanziamenti necessari a portare avanti le proprie ricerche. Purtroppo non sono solo loro che se ne vanno… anche artisti, musicisti, registi, attori si vedono costretti a cercare fortuna all’estero, così come, ad esempio, Zoè Gruni, giovane artista/performer che da Pistoia è volata in America.
L’artista ha sviluppato tra il 2010 e il 2011 il progetto Metropolitan Legend a Los Angeles, quindi si è trasferita in Brasile dove, tra il 2012 e il 2013, ha lavorato a due progetti: La Mèrica e Boitatà.
Zoè Gruni si definisce nomade: è una viaggiatrice alla ricerca delle inquietudini che albergano nel profondo della natura umana, una sorta di archetipi dell’inconscio collettivo (tanto per dirla con Jung) che l’artista materializza in creature simboliche, mitologiche. Nel progetto Boitatà Zoè, ispirandosi a un leggendario serpente di fuoco della cultura indigena brasiliana, realizza una “scultura indossabile” con la quale inscena delle performance a Rio de Janeiro e San Paolo.
Grazie alla mostra da poco inaugurata alla Galleria il Ponte abbiamo l’opportunità di vedere i momenti più significativi del lavoro di quest’artista, prima che emigri nuovamente all’estero a cercare nuovi stimoli e fonti di ispirazione.

Zoè Gruni, Le Americhe. Fino al 18 aprile 2014. Galleria Il Ponte, via di Mezzo, 42/b Firenze.
Orario: lun-ven 16-19.30, sabato durante l’esposizione 11-19, altrimenti su appuntamento. Chiuso i festivi. Tel. 055 240617, email: info@galleriailponte.com

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Beatrice Guarneri

Fiorentina da sempre, amante dell’arte da sempre. Coniuga queste due peculiarità recensendo mostre per TuttaFirenze. Altrimenti potrete incontrarla per le vigne del Chianti in sella al suo fido destriero Sel o sorprenderla mentre coccola la sua tonda miciona Zazie