Guardando la facciata di Palazzo Vecchio la cosa che colpisce di più è la torre, alta e possente che si sporge dalla facciata. Ma in realtà non state ammirando una torre sola, ma due, realizzate per motivi molto diversi.

Prima della realizzazione del Palazzo dei Priori (ora chiamato Palazzo Vecchio) l’area di piazza della Signoria era un quartiere medievale con un dedalo di vie e viuzze. Le chiese a le case erano dominate da diverse torri appartenenti alle famiglie più importanti. Le torri erano strutture imponenti, in muratura, con terrazze in legno e collegamenti aerei con altre torri. A cosa servivano queste torri e cosa c’entrano con la torre di Palazzo Vecchio?

Noi siamo abituati a camminare liberamente in città. Nessuno oggi si sognerebbe di chiudere una strada per le proprie necessità, senza un regolare permesso, né di arrogarsi il diritto di controllare un isolato. C’è stato un tempo, invece, in cui le principali famiglie fiorentine lottavano per il potere dando vita a delle vere e proprie guerre civili. Ogni famiglia si alleava con altre ed insieme lottava all’interno della città. Si chiamavano “consorterie di torre”, perché l’edificio più importante, per controllare la propria porzione di città, era proprio la torre. Se attaccata, la consorteria reagiva chiudendo il proprio isolato e le strade, formando un vero e proprio castello urbano. Le lotte erano cruenti e duravano per anni interi, famiglia contro famiglia, consorteria contro consorteria, isolato contro isolato.

C’erano più di 200 torri a Firenze e alcune erano alte più di 60 metri. Più alta e possente era la torre e maggiore era il controllo della propria porzione di città. Per cercare di fermare queste lotte e limitare il potere delle consorterie il Comune, negli anni ’50 del 1200, decise di abbassare tutte le torri sino ad un massimo di 50 braccia (circa 30 metri). Quarant’anni dopo, il governo guelfo decise di realizzare un palazzo enorme, dominato da una torre. Chi progettò prese una decisione difficile: la nuova torre doveva poggiarsi su una già esistente, appartenuta ad una famiglia della fazione avversa, quella ghibellina.

La vecchia torre dei Foraboschi era stata rasata a circa 30-35 metri di altezza e fu letteralmente inglobata nel nuovo edificio, pochi metri all’interno della facciata. Sotto il camminamento di ronda c’è il punto dove le due torri entrano in contatto. La torre attuale (alta più di 90 metri da terra) esce a sbalzo sulla facciata per apparire ancora più imponente. Essa si appoggia in parte sulla facciata e in parte sulla vecchia torre che però era orientata diversamente. Così, anche internamente, ci sono dei sostegni che ‘raccordano’ le due torri. Una soluzione estremamente ardita ma evidentemente valida. Così, a 35 metri di altezza, finisce una torre e ne inizia un’altra, una che da 700 anni controlla la nostra città.

(Visited 484 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Emiliano Scampoli

Archeologo e programmatore, insomma uno dei tanti ossimori viventi. Ha pubblicato “Firenze, archeologia di una città” e altro sulla Storia di Firenze in base ai dati archeologici. Qui scrive una rubrica su quello che c’è sotto Firenze e come influenza ciò che sta sopra.