Merenda di primavera!!

L’inverno, quest’anno, è stato più lungo del solito e soprattutto più piovoso. Come sempre, la primavera ci trova più stanchi e tutto quello che facciamo ci appare più faticoso. Anche la pubblicità contribuisce a ricordarcelo con messaggi che ci invitano a comprare integratori, yogurt con fermenti lattici dai poteri miracolosi, bevande super energizzanti che promettono una forza da leoni per affrontare con agilità la giungla cittadina.  Ma, fra tutti questi prodotti, che fine ha fatto la vecchia merenda?
Proprio in questi giorni facendo la spesa sono stato attratto da scaffali pieni di ogni sorta di merendine e mi sono tornate in mente le mie, di merende; ma vogliamo paragonarle a quelle di un tempo?
Da bambino, le “merendine” non erano così diffuse come adesso, e quando andavo a trovare i nonni, di sicuro loro non ce le avevano nella dispensa; dalla nonna, per colazione trovavo soltanto i biscotti e la torta fatti in casa e quando dovevo fare merenda, era tutta un’altra questione. Non ho idea di quale fosse il motivo, ma a merenda non si mangiavano né la torta né i biscotti della colazione, bensì il pane insaporito in modi diversi, col pomodoro, con burro e marmellata, col miele, con burro e zucchero, o semplicemente pane, olio e sale, ma quello che io preferivo era “pane, zucchero e vino” e mia nonna lo faceva buonissimo.
Ecco la sua ricetta:
disponete su un piatto una bella fetta di pane toscano, possibilmente del giorno prima, tagliata abbastanza spessa e bagnatela con dell’acqua. Spolveratela con lo zucchero, la cui quantità andrà regolata, per darle un sapore più o meno dolce a seconda dei gusti; a questo punto irroratela con del vino rosso, immancabilmente Sangiovese.

Credetemi, darvi la ricetta è stato un tuffo nel passato, praticamente istantaneo, ed è stato meraviglioso, ma mi sono chiesto: “siamo proprio sicuri che parliamo di merende di un tempo”? Secondo me, no. Ri-proviamola!

 

 

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.