Qualche giorno fa, in bici, sotto il piazzale Michelangelo, davanti la torre San Niccolò, sono rimasto rapito da uno spettacolo, tra sogno e realtà. Centinaia di bolle di sapone aleggiavano nell’aria accompagnate da una soave musica. L’artista di strada che creava queste meravigliose sfere trasparenti, di varie dimensioni, è Ferruccio Bigi, clown di professione. Mi racconta che viene da una famiglia di nove, tra fratelli e sorelle, tutti con qualche dote artistica. Il mestiere di clown e artista di strada lo accompagna dal giugno del 1975, quando nasceva sua figlia.

Girando l’Europa e non solo, fa conoscere la sua arte, acquisendo un bagaglio d’esperienza senza paragoni. Mi dice che la strada è come una grande famiglia e sperimentandola, si pratica la vita, i contatti umani, le emozioni vere. Ha conosciuto tante persone che gli hanno permesso di aprirsi a nuove opportunità, come partecipare ad alcuni film. Negli anni 90’ è stato ospite in molte puntate del Maurizio Costanzo Show esibendosi più volte. Attraverso le bolle di sapone Ferruccio riesce a far compiere un viaggio verso l’oltre ai suoi spettatori; ognuno vede ciò di cui ha bisogno. Una signora gli scrisse che rivedeva il figlio scomparso assistendo alla sua performance. Tante storie ed emozioni profonde che nascono da due bastoni con un filo legato, un secchiello e un po’ di sapone. Chi volesse assistere ai suoi spettacoli, la domenica al brunch di villa Cora, Firenze.

Ferruccio

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