Tutto quello che vorrei essere nella vita è una fortezza per qualcuno. Riuscire a curare, difendere. Essere un riparo. Tante volte non ci sono riuscito, nonostante i miei sforzi.
Ho un pene, sono un uomo e la paura più grossa che ho nella mia vita è essere uomo e invasore, fare del male a qualcuno. Esserlo già stato senza saperlo. Ma soprattutto, quello che di sicuro non so, è come mi comporterei se un giorno qualcuno invadesse la mia debole fortezza. Se reagirei con forza, se mi ricorderei tutto esattamente per potermi difendere in tribunale, se saprei alzare mura più grandi o se semplicemente resterei in silenzio cercando di non guardare chi sta violando e facendo a pezzi me e il mio unico luogo sicuro. Ma so che mi sentirei distrutto, anche se avessi accettato di far entrare qualcuno e alla fine avessi cambiato idea. Anche se mi fossi accorto solo alla fine di essere stato invaso, anche se avessi sottovalutato il fatto che tutto stava andando a fuoco e veniva fatto a pezzi.

E mentre in questi giorni leggevo gli articoli sulla la sentenza della Fortezza da Basso mi chiedevo come fosse possibile che nel 2015 in un aula di tribunale si potesse assolvere sei stupratori per i vestiti e le storie precedenti della vittima. Così ho letto la sentenza. Sono venti pagine non facili, dolorose, fanno male per la storia che contengono e per come è stata vivisezionata, scansionata, per come si parli di un episodio doloroso usando termini tecnici e legali. Una storia che i giudici hanno dovuto ricostruire tra racconti diversi e pezzi mancanti, probabilmente senza riuscirci, ma soprattutto senza riuscire a trovare delle prove che condannassero gli imputati “oltre ogni ragionevole dubbio”.  

Ho provato a scrivere più volte qualcosa finendo quasi sempre per far prevalere la mia morale, la mia educazione, il mio modo di vedere il mondo. Ho cancellato molte frasi, parole, poi ho ripreso a scrivere e di nuovo cancellato. Non ero in grado di scrivere niente se non che mi dispiace per lei perché non riesco a sentirmi “umanamente” vicino agli assolti. 

Ma su come i giornali e i siti d’informazione non abbiano dato modo a noi di capire la sentenza, di come hanno semplificato, cercato di arrivare alla pancia per stimolare l’indignazione evidenziando parti minimali di un discorso più complesso, ci sarebbe molto da dire. Sempre più spesso abbiamo la percezione si vivere in una serie tv, leggiamo un paio di articoli e qualche frase di una sentenza è sappiamo con certezza chi sono gli assassini, chi se l’è cercata, chi ha stuprato, chi ha mentito e chi ha rubato. Ma non é così. E che la storia successa ormai 7 anni fa alla Fortezza da basso sia diventato l’ennesimo terreno su cui eserciti di fronti opposti possono farsi la guerra e creare l’intrattenimento del web non è triste, fa paura. Fa paura perché non aiuterà in nessun modo la prossima ragazza che dovrà denunciare uno stupro. Perché mette in luce un’umanità incapace di avere rispetto del dolore degli altri, un’umanità incapace di darsi delle risposte che siano diverse da quelle che già possiede.

Ora abbiamo questo posto dove esprimere le nostre opinioni, dove approfondire, discutere, dove provare a confrontarsi con gli altri. Ma stiamo sprecando un’occasione unica costruendo un luogo di fortezze contrapposte che aspettano solo l’occasione per attaccare e distruggere. Raccontiamo cose spesso non vere per sostenere le nostre cause, trascuriamo parti controproducenti per i nostri ragionamenti, evidenziamo in modo strumentale quello che ci serve. Nascondiamo le nostre insicurezze alzando mura dietro le quali non è possibile ascoltare. Quello che stiamo costruendo non è un luogo democratico, è un campo di battaglia. Un posto in cui, al di là di come la si pensi sulla sentenza, sarà più facile vivere per chi è maschio e invasore, per chi si sente più forte abbattendo fortezze.

L’intera sentenza è possibile leggerla qua 

Foto in evidenza di Lorenzo Logu

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.

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