La notizia è fresca fresca. Domenica sera è stato chiuso il Pont des Arts a Parigi per il crollo di due griglie del parapetto, causato dal peso eccessivo dei “lucchetti dell’amore”. Lunedì mattina, una volta collocate al posto delle griglie  due tavole di legno, il ponte è stato riaperto al transito pedonale, il solo consentito.  In Italia la moda di allucchettare i sentimenti è stata importata grazie al Moccia di “tre metri sopra il cielo”, ma le amministrazioni comunali hanno scelto al riguardo la tolleranza zero. I lucchetti vengono sistematicamente rimossi. A Roma il ponte individuato a tale scopo era il ponte Milvio. A Firenze questa sorta di dichiarazione laica di fedeltà eterna trovava la sua sede naturale sul Ponte Vecchio.

Se l’amore è un ponte tra due corpi e due anime prima divisi ognuno sulla propria sponda, allora è naturale pensare che per due amanti in cammino l’un verso l’altro il ponte sia il luogo ideale per dichiararsi amore eterno  con tanto di tuffo delle chiavi nel fiume. Comunque pare si tratti di una moda praticata dai turisti e non dagli indigeni. Insomma alle persone quando sono in viaggio viene in mente di dichiararsi amore eterno. Quando queste persone sono a casa propria questa dichiarazione deve sembrare loro meno urgente, addirittura non necessaria. Si vede che la fedeltà è una vacanza che uno si prende, perchè la realtà di tutti i giorni probabilmente è un’altra. Se io dovessi fare una dichiarazione d’amore che abbia in sè una ragionevole speranza di durare nel tempo non la farei su un ponte, ma piuttosto su una panchina con vista su un ponte. Mi sembra la location ideale. Perchè il ponte sta in alto di fronte a te come se fosse un altare (e un po’ di spiritualità non guasta mai). Perchè si sta a sedere e trovare le parole giuste è già di per sè uno sforzo importante che sarebbe controproducente gravarlo anche di uno sforzo fisico.  La comodità è una componente essenziale per la riuscita di una buona dichiarazione d’amore. Trovare le parole giuste per te e quindi sincere è più faticoso che chiudere un lucchetto con una chiave e gettarla in un fiume. Le parole se sono veramente importanti  si allucchettano da sole dentro di noi. Amanti di tutto il mondo sparpagliatevi alla ricerca della panchina giusta, con vista ponte, per la vostra dichiarazione d’amore.

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.