Fonte: www.eil.com

Mentre sono a scrivere questo nuovo post, a pochi km da qui, e più precisamente sul palco della Limonaia di Fucecchio, sta suonando il Trio Valore, superband mod funk UK, formata da tre session musicians pazzeschi.
Citando a caso alcune delle loro collaborazioni: il batterista Steve White ha suonato con Style Council, Who, Jimmy Page ed Oasis, il bassista Damon Minchella fondatore degli Ocean Colour Scene, suona regolarmente con Richard Ashcroft (Verve) e con il leggendario Paul Weller, mentre il tastierista Justin Shearn, attualmente è considerato uno dei più talentuosi del Regno Unito. Probabilmente il miglior concerto di tutto il mese appena concluso.
Ed io sono qua, a venti km di distanza, impossibilitato ad andare. Una disgrazia per StereoAppalla. Tralasciando gli inevitabili ed irripetibili improperi in slang fiorentino per non essermi potuto unire alle probabili centinaia di persone che hanno affollato il sottopalco, l’effetto revival di questo eventone, mi ha fatto tornare in mente uno dei periodi più belli vissuti finora.
I moschettieri del Trio Valore sono tre eroi degli Anni Novanta, ovvero il periodo dell’adolescenza per i poco più che trentenni come il sottoscritto. La mia colonna sonora di quegli anni, gli anni del Liceo, erano molte delle band in cui hanno suonato i tre musicisti di cui sopra. Oasis, Verve, Ocean Colour Scene, Jam, Paul Weller oltre ad un’altra miriade di gruppi più o meno celebri come Travis, Supergrass, Stereophonics, Nirvana ed un altro trilione di cui sicuramente mi sto scordando.
Firenze e la vita, allora, erano molto diverse da adesso. Oddio, fa effetto dirlo, perché di solito sono quegli aneddoti che ti raccontano i nonni o i genitori, però in effetti è così.
Il pomeriggio dopo scuola si andava da Nannucci, storico e defunto negozio di musica in piazza Antinori, in cerca di bootleg a 10mila lire. Il leggendario Music Center, in centro, aveva più filiali di Intimissimi, Dischi Alberti era ancora una miniera musicale per gli appassionati di tutti i generi ed esisteva ancora Contempo 2 nel sottopassaggio della Stazione. Senza dimenticarsi di Ricordi in Piazza della Repubblica, che ha da poco lasciato il posto all’imbarazzante caffè di George Clooney.
Pomeriggi passati in sella al motorino, scorrazzando tra i Viali dei Colli ed il centro, incuranti ed ignoranti dell’invenzione più contorta del 2000: la ZTL. Ogni settimana, l’obiettivo era quello di cercare il cd singolo mancante per completare la collezione personale, mentre il budget limitato costringeva a dolorose scelte: cassetta o cd? (26000 L contro 38000 L, circa).
È scontato dire che non esistevano lettori mp3 di nessun tipo: walkman e lettori cd portatili facevano da padroni, anche se dovevi cambiare le pile ogni dieci minuti! Erano comunque oggetti vivi, che ogni tanto s’incantavano: quasi umani. Mica come l’Ipod che, come dice Paul Weller, assomiglia ad un fottuto minibar senza birre dentro!
Gli Anni Novanta non facevi un passo senza beccare alla radio Wonderwall o Don’t Look Back in Anger degli Oasis, motivo per cui, alla mia veneranda età, mi ostino ancora a portare un’anacronistica frangia sugli occhi.
In TV, invece, avveniva il doloroso passaggio di consegne tra VideoMusic ed MTV: Andrea Pezzi al posto di Red Ronnie, ed ecco che nasceva la mitologica figura del Veejay.
È quasi mezzanotte e, nel frattempo, il Trio Valore starà ancora fendendo l’aria a colpi di  riff grooveggianti, apprestandosi a chiudere la tappa toscana del loro Tour.
Io, invece, sono ancora qua, seduto alla mia scrivania, ma in effetti mi sono fatto un bel viaggetto nel tempo. Con la rinnovata convinzione che, come cantavano i Travis da giovani, in ogni caso sono e sarò sempre felicemente ed allegramente legato agli Anni Novanta.
Cheers Trio Valore, per avermelo ricordato ancora una volta.

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Andreas Lotti

Andreas Lotti, nato nell’81, è un giornalista pubblicista appassionato di musica che dopo anni di ricerche e tentativi ha trovato finalmente i pazzi di TuttaFirenze che lo faranno sfogare scrivendo della sua materia preferita. Non sa suonare strumenti ma ha all’attivo una collezione di oltre 500 tra cd e vinili che rappresentano l’unica mobilia di casa sua e l’eredità che lascerà alla fedele gatta, Vaniglia. Rock’n’roll!