Avrei voluto scrivere io, ma l’ha scritto prima Rob Breznsy in uno dei suoi oroscopi, che l’erba del vicino è sempre più verde perché forse il nostro vicino ha usato più concime e ha passato molto tempo con guanti e rastrello in mano mentre noi ce ne stavamo seduti in salotto a sfogliare l’ultimo numero di Gardenia. Quindi sì, potremmo lamentarci per tutta la vita della nostra sfortuna o del colore poco attraente del nostro giardino, ma forse la domanda che ci dovremmo veramente porre infinite volte è: abbiamo concimato la nostra erba? Oppure per non rischiare di far entrare la merda nella nostra vita ci siamo accontentati di un’erbetta appassita e giallognola?

Perché è il concime che fa la differenza.

E lo fa anche tra i supereroi, perché avere una maschera e qualche potere non fa di noi un supereroe, ci vuole qualcosa di più, ci vuole il dolore di Magneto, la sofferenza di Peter Parker, ci vogliono passati tormentati come Bruce Wayne, un anima lacerata come Mystica, ci vuole un lato oscuro che rischia d’inghiottirci continuamente, perché altrimenti, nonostante i nostri sforzi, finiremo per essere solo dei tipi muscolosi con un bizzarro costume colorato.

E no, non basta essere stati degli sfigati che non hanno avuto successo con le donne e che sono stati riformati alla visita di leva come Captain America, non è un dolore sufficiente, perché se così fosse il mondo sarebbe pieno di gente che vola e ribalta palazzi a suon di calci e pugni. Così se proprio volete vedere la differenza che c’è tra un supereroe concimato e uno no vi basta andare al cinema in questi giorni a vedere Captain America e il soldato d’inverno. Perché Steve Rogers dopo decenni di ibernazione che sembrano aver compromesso solo le sue espressioni facciali, torna tra di noi per scontrarsi con il suo vecchio amico d’infanzia Backi in un film che sembra un luna park ma senza il fascino decadente e inquietante dei luna park. E non riesce a salvarlo nemmeno la presenza di Natasha Romanoff, una che di concime se ne intende, una che quando era bambina è stata rapita da una setta di Ninja e che poi è finita nelle mani del KGB per poi essere tradita da numerosi uomini, una che soprattutto ha la voce e le labbra di Scarlett Johansson.

Ad ogni modo, una volta visto il film e usciti dalla sala, quello che dovreste fare è semplicemente riprendere la vostra vita e aspettare il 22 maggio, quando nelle sale torneranno gli X-Men con le loro anime contorte e i loro dolori, quando potremmo finalmente rivedere il conflitto interiore di Magneto interpretato da Michael Fassbender o i tormenti della Mystica di Jennifer Lawrence, quando sullo schermo ci saranno nuovamente dei veri supereroi con l’anima a pezzi in X-Men giorni di un futuro passato.

Fonte foto: totalfilm.com

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.

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