“L’Estate sta finendo….” è il ritornello di una canzone dei Righeira di qualche anno fa. Se sul versante meteorologico il cambiamento non passa inosservato, su quello alimentare non ce ne accorgiamo affatto grazie al frigorifero, che è stato l’artefice del superamento delle tecniche tradizionali di conservazione dei cibi (per salagione, per essiccazione, ecc.). Il tema di questo articolo, infatti, sarà proprio il frigorifero, elettrodomestico grazie al quale stagioni come l’estate, l’autunno, la primavera, l’inverno non ci costringono più a ricorrere a metodi diversificati per avere alimenti conservati in modo adeguato, tanto che viene spontaneo chiedersi come abbiano potuto farne a meno i nostri nonni.

Riflettendo un attimo, capiamo perché. In casa mia, il frigorifero è arrivato dopo la televisione e sia i miei nonni, sia i miei genitori, non ne hanno avvertito la mancanza per il semplice motivo che i ritmi quotidiani erano scanditi in modo diverso, così come diverso era il rapporto con gli alimenti.   Cucinare, era un rituale quotidiano e quello che si acquistava veniva consumato subito perché non c’era la cultura della spesa settimanale, che obbliga alla conservazione adeguata degli alimenti.

Questo tipo di organizzazione alimentare, accompagnato da ritmi di vita decisamente meno frenetici di quelli attuali, poteva tranquillamente fare a meno del frigorifero. Inutile negare, però, che la comparsa del frigorifero ha portato allo sviluppo del commercio in tutto il mondo, producendo quel fenomeno chiamato da molti storici “delocalizzazione” dei gusti alimentari poiché la gente, che prima si nutriva esclusivamente dei prodotti della zona in cui viveva (oggi la chiamiamo filiera corta), grazie al frigorifero ha potuto conoscere e assaporare cibi fino ad allora sconosciuti.

Anche noi, a Firenze, abbiamo avuto il nostro “primo frigorifero”, a forma di piramide non più alta di 10mt,  “celata” tra gli alberi secolari delle Cascine, costruita nel 1796 da Giuseppe Manetti, architetto fiorentino incaricato da Ferdinando III di Lorena della ristrutturazione di tutto il parco acquistato da Alessandro e Cosimo I de’ Medici, che lo utilizzavano come bandita di caccia, allevamento di bovini e per  particolari tipologie di colture. Nel locale sottostante la piramide, veniva  stoccata, durante l’inverno, una grande quantità di neve che, in estate, permetteva la produzione di sorbetti e gelati, inoltre erano presenti  nicchie nelle quali era possibile conservare gli alimenti al fresco.

Se andate alle Cascine per una passeggiata,  fermatevi ad ammirare “un frigo di altri tempi”, ci  aiuta a ricordare come la cucina sia cambiata, nei tempi e nei modi.

Ghiacciaia costruita nel 1796

Ghiacciaia fatta a forma di piramide nel parco delle Cascine a Firenze

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.

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