Nelle sale fiorentine è uscito Lincoln di Steven Spielberg, anche nelle sale aretine o baresi certo, sicuramente anche in quelle lucane e beneventine, però in quelle fiorentine è uscito un po’ di più, perchè il film è interpretato tra gli altri anche da Daniel Day Lewis, uno che, dopo aver messo fine ai Mohicani, pare si fosse ritirato a vita riparata per qualche mese per imparare a fare il ciabattino nella bottega di Stefano Bemer, mastro calzolaio di Borgo San Frediano scomparso questa estate. Sarà vero? Sarà falso? Io non lo so, il mio budget limitato destinato all’abbigliamento mi ha sempre portato a comprare le scarpe in periferia, ma se qualche lettore di Tuttafirenze avesse una prova che fa uscire questa leggenda dal mito per portarla nella realtà, io sono pronto a crederci.

Ad ogni modo, come detto, è uscito Lincoln, e se in Italia non si votasse ogni tre mesi si potrebbe dire che il film di Spielberg esce con tempismo perfetto perché è il racconto di come, anche in tempi di crisi o di guerra, la politica debba mantenere il suo ruolo e continuare a pensare prima di tutto a migliorare la vita delle persone. Infatti il film intreccia per 150 minuti le storie individuali dei protagonisti con la narrazione di un paese sul punto di compiere una svolta storica, l’approvazione del tredicesimo emendamento e la conseguente abolizione della schiavitù.

Ed è un film bello, intenso, che in qualche modo strizza l’occhio al percorso di Obama per la riforma sanitaria e fa sperare nel futuro. Lincoln fa guardare alla politica con ingenua speranza. Simbolica è infatti la scena finale del film in cui un astronave aliena si materializza nel cielo plumbeo di Washington e con un raggio luminoso materializza dei piccoli alieni tra i banchi dei deputati  che con un alzata di manine verdi con tre dita vota in massa l’abolizione della schiavitù facendo raggiungere la maggioranza ai repubblicani. Ma soprattutto il successivo magistrale ‘intervento di Ian Solo che poco prima della comparsa dei titoli di coda si alza dai banchi dei democratici dicendo.

– va bene, ora dopo aver abolito la schiavitù però mi levate anche l’IMU dalla Millenium Falco!

A dire il vero questa scena non c’è ma siamo sicuri che il buon vecchio Steven ce l’avrebbe voluta mettere solo che i produttori di Hollywood glielo hanno impedito, così come siamo sicuri che il buon vecchio Steven di 20 anni fa avrebbe fatto di testa sua mettendocela lo stesso regalando a Harrison Ford la migliore battuta della sua carriera e soprattutto rendendo, agli occhi di noi italiani, Lincoln un film storicamente più attendibile di E.T.

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.