Youniverse (or the Hidden Worlds Within) è l’album di debutto dei Surface.

Youniverse è un gioco di parole che hanno creato in modo tale che rappresenti non solo un titolo, ma soprattutto un concetto: ogni persona ha il proprio (yo)universo con al suo interno molti mondi nascosti, fatti di individui, luoghi, sentimenti, azioni e reazioni. Attraverso suoni, parole, immagini e atmosfere, Youniverse (or the Hidden Worlds Within) rivela le sensazioni e i pensieri che fanno parte di noi. L’album è un viaggio nei mondi dei componenti dei Surface che vogliono donare agli altri così che ognuno può interpretarli e farli suoi, andando ad arricchire il proprio universo.

L’artwork del disco, creato da Elisa Veracini, è l’espressione fisica di questo concetto. L’opera artistica della copertina è una stampa di Lady Eileen Aston, nonna di Christopher (il cantante), da lei dipinta molti anni fa, ed è la prova materiale di uno dei mondi nascosti che formano il loro (yo)universo.
All’interno del book le foto del mare ghiacciato scattate da Christopher nel profondo nord della Svezia esprimono la loro volontà di scavare sotto la superficie alla ricerca della bellezza.

 

Light Shadow

Il video del singolo che esce insieme all’album è “Light Shadow,” secondo video della band girato con il regista fiorentino Andrea Tani, ed è stato presentato in anteprima il 29 Dicembre 2017 presso Le Murate Caffè Letterario (Firenze).
Il video, co-­ideato e prodotto da Veronica insieme ad Andrea Tani, è stato girato in un appartamento di un palazzo signorile dell’Oltrarno fiorentino, con protagonisti i due ballerini Jari Boldrini e Fabiana Finizio. In un luogo abbandonato e senza tempo due corpi sono imprigionati e costretti a terra. Non si possono vedere perché sono distanti l’uno dall’altra. Sono soli, non riescono ad alzarsi, ma c’è qualcosa che li fa muovere. Vagano alla ricerca della fonte di questo
stimolo del movimento, con difficoltà, arrancando, ma continuando ad andare avanti finché si vedono. La forza attrattiva li fa muovere per l’ultimo sforzo fino ad arrivare a toccarsi, incontrarsi e liberarsi insieme. Ognuno è l’ombra leggera dell’altro. Sono ognuno una parte dell’altro e una parte di sé.

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