L’olimpiade di Dario
Finito il Mondiale di ciclismo con un notevole successo sia organizzativo che di pubblico (nonostante i lamenti dei soliti sfasciacarrozze) ci siamo andati a rileggere una dichiarazione fatta pochi giorni prima della manifestazione dall’ormai ex vicesindaco di Firenze Dario Nardella, ora parlamentare. E che avevamo tenuto da parte. Della serie “non si butta via nulla”. Diceva Nardella che, in caso di successo organizzativo del Mondiale, Firenze avrebbe potuto affiancarsi a Roma in una sorta di gemellaggio per le Olimpiadi del 2024. “Gli impianti li abbiamo, ci si può provare”. Si sa che l’amore non fa vedere i difetti ma solo le virtù, ma l’ex vicesindaco a quali impianti si riferisce?
Diamo un’occhiata alle strutture sportive fiorentine disponibili per un’eventuale olimpiade. Lo Stadio Franchi per atletica e calcio. Il velodromo delle Cascine per il ciclismo. Il Mandela Forum per basket, pallavolo, pallamano e affini. L’Arno per le gare di canottaggio. La piscina Costoli per nuoto, pallanuoto e tuffi. Lo storico circolo delle Cascine per il tennis. Poi, largheggiando un po’, si potrebbe usare il Mugnone per la canoa, prova slalom. Magari velocizzando la corrente in qualche modo…
Anche ammettendo che Roma possa vincere e prendersi Firenze come compagna di Giochi, ci riesce difficile pensare che i nostri impianti attuali siano competitivi per un’Olimpiade. Anche se mancano 11 anni al 2024. Forse l’emozione per aver varcato le porte del Parlamento ha giocato a Nardella un brutto scherzo. E poi, ve l’immaginate i lamenti degli sfasciacarrozze per i quindici giorni dell’Olimpiade? Roba da tapparsi le orecchie.
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