Gonfiare la rete avversaria è sempre un tuffo al cuore: ma quando a farlo è qualcuno, qualcuno in particolare, dal quale non ti aspetteresti mai niente, niente di calcisticamente positivo, bé, allora, si può parlare di estasi.

Minuto 63 della sfida di ieri contro il Chievo: Montella intuisce che per segnare servono centimetri e peso in attacco. Fuori Jovetic, dentro Larrondo. No, non il marocchino, quello che Montella definiva “in straordinaria forma”. Ma Larrondo, quello che a Siena riscaldava la panchina. Siena, quella squadra che è ultima in classifica.
Passano i minuti: il ragazzo lascia intravedere qualche bell’aggancio. Applausi di incoraggiamento. O si vince, o si abbandonano i sogni di gloria. Forza. L’assedio aumenta di intensità: palo, flipper davanti alla porta clivense e Larrondo spara fuori da un paio di metri. Roba che, giuro, a calcetto io l’avrei buttata dentro. A calcetto. In serie A, a calcio a 11, le porte sono più grandi di almeno cinque volte e si viene pagati milioni per fare questo: gol.
Mugugni. Si vocifera e si scherza sul nome: Lorrendo.
Dodici minuti al termine: altro flipper, altra carambola e stavolta Larrondo fa centro. E chi se ne frega se l’azione era partita in fuorigioco. Ecchissenfrega, tuttoattaccato: rende al meglio il menefreghismo verso l’avversario. Evidenziato da un sonoro gesto dell’ombrello, quello in cui risuona potente lo schiocco della mano sull’interno dell’altro braccio.
Come al campino, con gli amici, quando a segnare è il personaggio più lontano dalla tecnica e dalla forma fisica: in termini tecnici, l’anticalcio. Bolgia e mucchio selvaggio sull’autore del gol. Una goduria immensa per la squadra che segna, un’atroce sofferenza per chi subisce.
E così un pensierino va al Chievo, capace di perdere per una carambola in fuorigioco di Larrondo, detto, talvolta, Lorrendo.
Anzi no. Stavolta godiamo ecchissenefrega. Altro gesto dell’ombrello.
No al buonismo, no al fair play.

foto di Repubblica.it

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Paolo Serena

Paolo Serena, sociologo e giornalista, toscano doc e fiorentino mezzosangue, è un gran tifoso viola e un fan senza tempo di Riccardo Zampagna.
Ama gli spaghetti alle vongole, il caffellatte con le Gocciole e il sud-est asiatico; odia la Juve.
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