“Luglio si veste di Novembre se non arrivi tu”. Poi quella tu arriva e allora “Luglio ha ritrovato il sole, non ho più freddo al cuore perché tu sei con me”.  Cantava così Riccardo del Turco e a lui quel Luglio sembrava Novembre per una condizione interiore. Magari la temperatura era pure di 40° gradi, ma non gli importava perché l’unico calore che veramente poteva riscaldarlo sarebbe stata quello di lei, che poi finalmente arriva e…. “gli corre incontro e si scusa del ritardo” e Luglio torna a fare il suo dovere.  Il Novembre di Riccardo era un Novembre interiore. Quello che stiamo vivendo noi invece è un Novembre meteorologico. Un Novembre mite, ma pur sempre un Novembre. No, non va bene. Luglio getta la maschera.

Alle Cascine sotto la tettoia della palazzina che si affaccia sul Prato del Quercione ci sono anziani che vivono il loro Luglio interiore infischiandosene del Novembre meteorologico. Perché qui comanda la musica. Tutti i pomeriggi (o quasi) si balla. C’è sempre un one-man-show che canta con tutti gli apparecchi elettronici del caso per fare le basi musicali. A volte si accompagna anche con una cantante. Di fronte a loro ballano anziani di tutte le età. Si perché il termine anziani, così come quello di giovani, è molto dilatabile e, un po’ come per le stagioni, si fa fatica a capirci qualcosa. Magari in giro sul prato del Quercione ci sono giovani che sembrano anziani, mentre qui sotto la tettoia gli anziani sembrano giovani.

I pomeriggi  danzanti al Prato del Quercione sono ormai una tradizione di qualche anno, ma ogni anno i ballerini aumentano di numero e diminuiscono di età. Si vede che gli fa bene. Anche quest’anno, nonostante che il nostro cielo assomigli a un cielo d’Irlanda piuttosto che a un cielo mediterraneo. Già il cielo d’Irlanda. Il cielo d’Irlanda ama la musica d’Irlanda e da quest’anno anche quella del Quercione. I “ragazzi” del Quercione possono cantare, se vogliono: “Il cielo d’Irlanda è Dio che suona la fisarmonica, si apre e si chiude a ritmo della musica”.

 

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.