Il bipolarismo all’italiana è sempre stato piuttosto fragile. In questi anni i poli si sono scomposti e ricomposti varie volte. Ed adesso la confusione regna sovrana. Non si capisce bene chi sta al governo e chi all’opposizione. La zuffa è di casa in Parlamento (ma anche il web non scherza). Qualcosa però si sta muovendo. La posta in gioco è alta. La speranza è che si arrivi ad una legge elettorale che possa permettere ai cittadini di poter scegliere tra due sole coalizioni con contorni ben definiti, e conseguentemente, programmi chiari. La politica per tornare ad essere buona politica ha bisogno di dividersi sulle scelte concrete e non di azzuffarsi. La zuffa favorisce la cattiva politica. Quella che non decide, quella che pensa agli affari propri, quella che accusando tutti di fatto non accusa nessuno. Una nuova legge elettorale non sarà la panacea, ma aiuta. E’ l’ultima chiamata. Dopo c’è il rischio che ci sia il nulla (o il troppo).

Se ti trovi in bici o a piedi in via Pratese, all’incirca all’altezza del deposito dei mezzi ATAF, e vuoi attraversare la strada senza correre il rischio di farti molto male hai la possibilità anche tu di utilizzare una particolarissima ultima chiamata. Quest’ultima chiamata in salsa fiorentina la puoi usare pigiando sul pulsante della palina semaforica che regola l’attraversamento pedonale posto in via Pratese vicino al confine comunale. L’ultimo semaforo nel territorio del Comune di Firenze. Nelle vicinanze c’è solo quello per attraversare la strada in sicurezza. Le colonnine di questo semaforo sono le colonne d’Ercole della conoscenza del piccolo mare domestico fiorentino. Oltre c’è l’oceano aperto della piana. Questo semaforo oltre ad essere in una posizione strategica ha anche un’altra particolarità. E’ l’unico semaforo a chiamata che appena pigi il pulsante improvvisamente subito si accende la luce verde nella tua direzione di marcia. In generale a Firenze i semafori a chiamata non funzionano così. Se premi il pulsante t’aspetti che arrivi il verde e il verde, in quella circostanza non è una speranza, ma una vera e propria illusione. Nell’indecisione se passare o meno con il rosso riprovi comunque a pigiare, ma niente, il rosso vince sempre.  Son tutti così questi benedetti semafori, eccetto l’ultimo. Quello di via Pratese. Quindi una speranza c’è. E’ in quell’ultima chiamata. Abbiamo bisogno di passare con il verde senza aspettare troppo.

 

 

(Visited 56 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.