Piazza Signoria: la fontana del Nettuno dell’Ammannati… il Biancone, per noi fiorentini. Candido, niveo, immacolato. Ora immaginatevi una macchia d’inchiostro nera, da applicare dove volete voi, sulla testa, sul torace, sulle gambe. Piazzata dove volete la si vedrebbe comunque lontana un miglio. Sgradevole, fastidiosa ed insopportabile, porterebbe via tutta l’arte, tutta l’armonia alla magnifica scultura. Solo una piccola macchia…
Il testo me lo sono scaricato per via del titolo accattivante, mi piaceva l’idea di un giallo girato a Firenze e che volevo confrontare col più famoso Inferno di Dan Brown (uscito un anno dopo questo ebook), e per lo scrittore che, pur essendo nato a Milano, ha vissuto e lavorato sempre a Firenze, come giornalista sia dell’Avvenire che della Nazione.
Il plot è un classico: una misteriosa duplice morte, di un anonimo cittadino olandese e del braccio destro del commissario Giusti. Da qui l’inchiesta, complessa ed articolata, per arrivare a “sdipanare la matassa”. Discreti i personaggi, buona l’analisi dei vari caratteri, meno efficace (ma c’è caduto anche Dan Brown) la forzata lista di vie e piazze fiorentine che non si amalgama troppo al racconto.
E la macchia? Ecco ci arriviamo…
Appena possibile (mi viene da dire), l’autore, volontariamente, fa cadere l’argomento su temi sociali; questo non sarebbe certo un difetto. Trovo invece pretestuoso e fuori luogo, approfittare di una buona storia per ricordarci, a più riprese che: “quella faccia di carogna […] è probabilmente dell’est”; il gruppo che fa una festa in casa, ubriachi, beceri, è composto di soli neri che per giunta si precipitano dall’inquilina sottostante (che ha protestato per la confusione), le entrano in casa di forza e le gettano l’adorato cane fuori di finestra; “quei negri del terzo piano? Non vorrà mica che ci parli, sono come scimmie […]; senegalesi e ghanesi definiti, insieme ad altre etnie, come teppisti; l’anarchico di turno definito in due occasioni “scalcinato” e probabilmente innocuo(!), e pure frequentatore del centro sociale “Occupiamo la città”.
Siamo ancora, ancora, ancora a giudicare gli uomini dal colore della pelle e a considerare come malattia l’appartenenza ad una idea politica diversa dalla nostra. Mi domando: ma ci saranno dottori che avranno prescritto pure dei medicamenti per patologie come l’essere di sinistra o l’essere di pelle nera?
Peccato, la macchia è per giunta scivolosa ed è facile, facile cadere…

Edizione commentata
Jacopo Chiostri, , Eiffel Edizioni (Collana Ebook), Caserta, 2012

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it

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Il punto