RECENSIONE SENZA SPOILER

Il 20 luglio del 1969 Buzz Aldrin e Neil Armstrong scesero con il modulo di comando dall’Apollo 11 e misero piede sulla Luna, avevano con sé poche cose, ma tra quelle poche c’erano le piastrine di riconoscimento di Jurij Gagarin e Vladimir Komarov. Due cosmonauti russi.
In piena guerra fredda, negli anni in cui il comunismo era il nemico numero uno degli USA, loro resero omaggio a chi coltivava i loro stessi sogni e desideri. Non erano avversari politici, erano solo esploratori.
E voi, ci credete? O siete di quelli che pensano che tutto sia stato fatto dentro degli studi televisivi con lo scopo di far fallire la Russia? Riuscite ancora a sognare nonostante la politica, la finanza, il cinismo, la crisi?
Non ci credete? Beh, se vi sentisse Murphy, probabilmente vi sferrerebbe un pugno in piena faccia, come ha fatto Buzz Aldrin pochi anni fa, in una trasmissione televisiva con un giornalista che lo accusava di non aver mai messo piede sulla Luna.

Ma Murphy non è una giornalista, ha solo 11 anni, se ascoltasse musica ascolterebbe Bruce Springsteen e gli Aerosmith e se potesse giocare a uno sport sarebbe qualcosa d’incomprensibile come il Baseball. Murphy ha un nome strano come solo certi genitori americani riescono a dare ed è convinta che l’uomo sia andato sulla luna e lassù, nella solitudine e nel buio dello spazio, in quella magnifica desolazione, abbia piantato la bandiera del suo paese e messo sulla crosta lunare quei piccoli oggetti per ricordare Jurij e Vladimir.

Murphy per questo viene espulsa da scuola e derisa dai suoi compagni.
Perchè il mondo di Murphy, quello raccontato in Interstellar, è un mondo disperato, senza cibo a causa di un batterio che sta distruggendo tutti i raccolti, deluso, impolverato come l’America degli anni 30 sotto la tempesta di sabbia Dust Bowl. Ma è anche e soprattutto un futuro dove una piaga non scientificamente provata sta facendo morire tutti i sogni sostituendoli con i complotti, muoiono i desideri di esplorare e conoscere e al loro posto rimangono quelli di conservare e difendere.

Attraverso gli occhi di Murphy Nolan racconta la sua visione di un futuro che non sembra poi così lontano dal nostro presente e lo fa partendo dai video delle testimonianze vere di chi visse la tempesta di sabbia degli anni ’30. Interstellar mescola realtà e finzione ma senza tradire nessuna delle due dimensioni, dilata il tempo degli spettatori come solo certi grandi libri riescono a fare, è un romanzo che scorre su uno schermo affondando nelle storie personali dei protagonisti, fermandosi per oltre 45 minuti tra i campi di mais impolverati della fattoria di Cooper, un sempre più immenso Matthew McConaughey. È un film matrioska dove ogni spettatore può trovare la sua lettura personale. I buchi neri d’Intestellar non sono solo porte spazio/temporali per appassionati di scienza, sono anche i rancori, le cose non dette, l’amore tra un padre e una figlia. È una fantascienza imperfetta e intima, probabilmente poco coerente, che si sofferma più sul perché abbiamo bisogno di esplorare l’universo che sul come. Ma è una fantascienza che come un buco nero fa passare tre ore dentro un cinema come se fossero appena la metà.

interstellar_movie_still_2-e1415645616815

 

Fonte foto: imdb

(Visited 117 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.