Se è vero che l’unica nazionale italiana entrata nel mito ha vinto il Mondiale ’82 basando il proprio gioco sul contropiede, oggi anche noi di TuttaFirenze ci possiamo vantare di aver fatto buon uso di questo strumento calcistico con il concorso Prendiamoli in contropiede – Un’idea per il nuovo stadio di Firenze.

Abbiamo preso in contropiede un po’ tutti: lettori, navigatori del web, fiorentini e non, architetti, progettisti, tifosi, sognatori, disfattisti… ma soprattutto la nostra città, la sua Amministrazione, la Fiorentina… e forse pure noi stessi. È stato tra i bandi più scaricati sui siti di genere ottenendo un ragguardevole numero di proposte progettuali (35), ha registrato migliaia di voti on-line (oltre 9000) e l’attenzione di altri media. Questi sono numeri. Importanti, ma comunque numeri. E anche se, come si dice in ambito calcistico, alla fine quello che rimane e conta veramente è il risultato numerico, crediamo che i veri risultati di questa iniziativa siano altri.

Abbiamo gettato un sasso nell’immobile stagno dei proclami e delle promesse dell’urbanistica e delle sport fiorentino.
Abbiamo contributo, in modo nuovo, al dibattito cittadino su questo argomento.
Abbiamo coinvolto nel processo di elezione del vincitore quante più persone possibile utilizzando Internet. Ne abbiamo preso i pregi e, purtroppo, scontato anche i difetti.
Abbiamo dimostrato che non solo le scelte urbanistiche di una città, ma anche quelle relative alle singole idee progettuali, possono essere discusse attivamente da chiunque.
Abbiamo dimostrato che, per lo meno in una fase di discussione propositiva, la giuria può non essere necessariamente chiusa a poche eminenze grigie di cui non si conoscono i criteri valutativi.
Abbiamo aperto a chiunque, e non solo ai circuiti dei soliti noti, la possibilità di elaborare un’idea progettuale per la propria città consapevoli tuttavia che il ruolo dei professionisti rimane essenziale per la traduzione di quella idea in un progetto architettonico effettivamente sostenibile e realizzabile.

Per tutto questo, possiamo dire di aver concepito il primo caso di urbanistica open-source dando reale applicazione a La mia città ideale, un mio articolo passato forse un po’ inosservato, ma che costituisce l’enunciato dei propositi che ci siamo prefissati di raggiungere, ambiziosamente, nella rubrica Cronache dallo spazio (urbano).

Un grazie a tutti. Alla prossima.

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Emiliano Pierini

Emiliano Pierini, architetto, proviene dagli anni settanta. E’ nato, ci vive e ci lavora, a Firenze (ci cazzeggia anche). Ama osservare lo spazio che ci circonda da Google Earth fino al particolare più piccolo. Ma anche fantasticare su mondi immaginari. Ama la fantascienza, la metafisica, la nebbia. Di schiacciate alla fiorentina ne può mangiare anche tre di fila.