Ce l’avete presente Munch? Il precursore dell’arte espressionista? Sì proprio lui! Volevo approfittare dell’occasione, per andarlo a trovare.
É sempre interessante incontrare “de visu” i grandi uomini. Aiuta a capire la Storia con la esse maiuscola.
Ebbene, anche viaggiando nel tempo come faccio ormai da mesi, cioè da quest’estate, con in mano il logo di tuttafirenze, attraversando lo spazio e il tempo tramite un ponte di Einstein-Rosen, mica è facile raggiungere una meta precisa. Nei Worm-hole i navigatori satellitari non funzionano per via delle interferenze.
Così, prima di partire, avevo fatto una ricerca su internet. Avete presente le ricerche su internet? Uno mette il nome di una cosa e clicca. Dopo pochi istanti viene giù mezzo universo con indirizzi internet per i vari siti dove trovare quel che cercate. E il termine esatto per indicare un indirizzo internet è “URL”,
In telecomunicazione e in informatica, la sequenza di caratteri che identifica l’Uniform Resource Locator, cioè l’indirizzo di un sito specifico, si contrae nell’acronimo “URL”.
Insomma lo avrete capito vero? Io ho cercato su internet l’URL di Munch, con l’intento di sapere dov’era nel tempo e nello spazio, in modo da poterlo raggiungere e poter così parlare con lui d’arte e di creatività.
Il fatto è che, appena digitato il suo nome mi si è aperto davanti il Worm-hole e ci sono caduto dentro in pigiama e ciabatte a coniglietto.
Volete sapere come è andata finire? Bene! Sono uscito urlando come un forsennato nell’anno 1939 proprio mentre Edward Munch stava dipingendo l’ennesima versione di una sua famosa opera, “l’Urlo”, appartenente alla serie d’opere denominate “Il Fregio della vita”.
Il Grande Edward Munch, vedendomi apparire urlando dal nulla (emettendo una sorta di vociferio infernale, qualcosa come: “AAAAYEEUUUYAELLEAAOOOEEEEOO…”) non fece una piega: prese una tela, vi fece un buco (forse volle imitare il Worm-hole o anticipare Lucio Fontana), prese poi il pennello e i colori e mi piantò il tutto in faccia!
Il risultato lo potete vedere qui sotto.
Un lavoro da URLO!

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Umberto Rossi

Umberto Rossi, svolge segretamente la professione di artista concettuale. Purtroppo per lui. Inizia la sua attività di autore satirico in fabbrica dove, rischiando il licenziamento, fonda insieme ad un gruppo di amici sindacalisti una rivista demenziale a cui da il nome de “L’Osmannaro”,
subito inghiottita dall’oblio. Continua poi la sua collaborazione come illustratore e autore satirico (sia articoli che vignette, strip e rielaborazioni fotografiche e illustrazioni) con riviste e quotidiani di varia natura e fortuna. Inizia nel 1985 con “Nonsolocorsi” una rivista di annunci pubblicitari ormai defunta; poi passa al glorioso e rimpianto “Paese Sera” per un’edizione locale; continua con “La Gazzetta di Firenze” e “La Gazzetta di Prato”, con il quotidiano “L’Opinione” in una edizione locale.
Collabora con “L’informatore” della Coop di Firenze e con alcune riviste satiriche (tutte estinte) quali “Mai dire Sport”, “Fegato”, “Harno” (creata da Cavezzali) “La pecora nera”, “La Peste”, “Par Condicio”, “Veleno” e altre amenità. Autore satirico riluttante cerca di mantenere la sua indipendenza evitando il più possibile di pubblicare.