Quanti degli oggetti che usiamo quotidianamente saremmo in grado di produrre a Firenze o in Toscana? Quanti prodotti potrebbero essere ancora fatti interamente in un raggio di qualche centinaia di chilometri da casa vostra? Se ci pensate veramente pochi. Così come i prodotti, anche la tecnologia per farli risiede, spesso, ben lontano da noi. Pensate al vostro smartphone. Chi lo saprebbe rifare interamente qui?

In epoca romana a Florentia arrivavano merci da tutto il Mediterraneo. Lo sappiamo principalmente dalle anfore rinvenute negli scavi urbani. Anfore prodotte in Francia, Spagna, Nord Africa, Medio Oriente. Se andavate a prendere del vino in una taverna potevate bere vino della Gallia, oppure utilizzare olio spagnolo. Il Garum, ossia la zuppa di pesce che piaceva tanto ai romani, arrivava spesso dal Nord Africa, così come piatti e altra ceramica. Se eravate ricchi potevate permettervi sete cinesi, o mosaici fatti da maestranze africane. Tutto questo era garantito dalla possibilità di navigare nel Mediterraneo senza problemi (mare permettendo) e a costi sostenibili.

Quando l’impero romano iniziò a cambiare (c’era la crisi) ed arrivarono pericoli esterni la possibilità di spostare merci si ridusse sempre di più. Dallo studio dei materiali di scavo vediamo una progressiva riduzione di merci provenienti da ‘lontano’ ed un aumento di prodotti locali, sino al fatidico 8° secolo dopo Cristo, quando in molte città finisce del tutto ogni traccia di commercio ‘internazionale’. Insomma, in 3 secoli, a Firenze e nelle altre città dell’Impero, si passò da una economia ‘globale’ ad una locale, ossia costituita da prodotti fatti, come si dice oggi, a km zero. In questo periodo, più che di Made in Italy, si potrebbe parlare di “Made in Florence”.

Peccato che ciò che veniva prodotto era molto più povero e ‘tecnologicamente’ peggiore di quanto si poteva trovare in epoca romana. La ceramica prodotta localmente era simile a quella che veniva fatta nell’età del Ferro (secoli e secoli prima!), lontana anni luce dalla ceramica ‘industriale’ e perfetta di epoca romana. Nel tempo era andato perso quasi completamente il know how per fare molte cose, né si avevano più i mezzi economici e tecnologici di un tempo per rifarle in loco, anche  perché per secoli erano state prodotte in centri specializzati molto lontani.

Ogni tanto, quindi, vi consiglio di mandare gli auguri con un bel biglietto scritto su carta fiorentina, invece di utilizzare facebook sul vostro iPhone. Nel caso la crisi peggiorasse un biglietto in carta ‘Made in Florence’ lo sapremmo rifare (forse).

Carta Made in Florence (o no?)

(Visited 86 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Emiliano Scampoli

Archeologo e programmatore, insomma uno dei tanti ossimori viventi. Ha pubblicato “Firenze, archeologia di una città” e altro sulla Storia di Firenze in base ai dati archeologici. Qui scrive una rubrica su quello che c’è sotto Firenze e come influenza ciò che sta sopra.

TESTTTTTTTTT

Turistodromi

TESTTTTTTTTTT

Dal foro alla coop